Forbidden – Recensione: Omega Wave

I Forbidden sono una band dannatamente fuori dal comune. Si tratta di un dato largamente acquisito che un disco come “Omega Wave” contribuisce solo a riportare all’ordine del giorno dopo ben tredici anni di silenzio. Un lasso di tempo importante, dopo il quale sarebbe stato lecito attendersi una forma ancora non al top, un periodo di rodaggio necessario prima di piazzare i colpi migliori. Ed invece i Forbidden si buttano nella mischia con la stessa foga che ricordavamo e tirano gomitate come se non avessero mai smesso di lottare per la propria visibilità.

Il nuovo materiale brilla eccome, muovendosi in uno spazio stilistico non del tutto definito che si avvicina a molto del vecchio repertorio. L’ accostamento più immediato è quello con il thrash classico ma elaborato di “Forbidden Into Form”, con il più moderno groove di “Distortion” a far da sfondo e struttura. Da “Forbidden Evil” raccolgono comunque qualcosa, soprattutto la spinta ritmica più diretta di alcuni passaggi strumentali e linee vocali, mentre da “Green” si portano appresso le scelte più estrose che emergono in spunti occasionali.

Un compromesso tra tante sfaccettature che si concretizza in alcuni brani davvero trascinanti come “Forsaken At the Gates”, “Overthrown” e “Adapt Or Die”, che da soli spazzano via gran parte del thrash/speed metal suonato negli ultimi dieci anni.

Poi il gruppo piazza due brani cadenzati e più “alternativi” come “Swine” e “Dragging My Casket” che in realtà non convincono appieno (anche se gli assoli e vocals di Russ Anderson valgono il prezzo del biglietto).

Con “Hopenosis” si risente invece il thrash pesante, tecnico e ricco di variazioni che i Forbidden sanno fare meglio di chiunque altro. Brano ottimo che da il la agli ultimi quattro pezzi in cui il gruppo esplora ancora una volta i confini del genere a cavallo tra tradizione e modernità (esemplare in materia la tesissima title track).

Non tutte le canzoni sono dello stesso livello eccelso delle migliori, ma che la strada imboccata sia ancora quella buona della personalità e della creatività superiore non c’è alcun dubbio.

Bentornati.

Voto recensore
8
Etichetta: Nuclear Blast / Warner music

Anno: 2010

Tracklist: 01. Alpha Century
02. Forsaken at The Gates
03. Overthrow
04. Adapt Or Die
05. Swine
06. Chatter
07. Dragging My Casket
08. Hopenosis
09. Immortal Wounds
10. Behind The Mask
11. Inhuman Race
12. Omega Wave
Sito Web: http://www.myspace.com/forbidden__evil

riccardo.manazza

view all posts

Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Accedi