OHMphrey – Recensione: OHMphrey

Dietro un nome che sembra più che altro un’onomatopea, si cela in realtà uno dei famosi “supergroup”, formato questa volta da tre componenti del gruppo Umphrey’s Mc Gee e da due degli OHM, tra cui il nome più famoso è quello del chitarrista Chris Poland. La storia racconta di come questo gruppo si sia formato nel gennaio 2008 all’interno di un ristorante di Chicago, ma evidentemente è passato da semplice divertissement a un progetto musicale vero e proprio, intelligente e molto piacevole da seguire. “Ohmphrey” è un disco interamente strumentale, costruito per la maggior parte su jam session registrate dal vivo durante due soli giorni, ricchissime di dettagli e ben articolate, in cui si spazia tra jazz, fusion, assaggi di psichedelia, funky, e tutto quello che ci può essere nel bagaglio di musicisti esperti come questi.<br>

Ripetiamo, si tratta di uno di quei dischi, un po’ come fecero i Liquid Tension Experiment alcuni anni fa, principalmente frutto dell’improvvisazione, motivo per cui qualcuno potrebbe storcere il naso e considerare gli OHMphrey l’ennesima band che suona musica fine a se stessa, e che probabilmente non si ripeterà a posteriori. In realtà, è proprio questa sua unicità che ne fa un oggetto di interesse. Non è strano quindi avere a che fare con titoli che suonano come cose note, che nascondono astrazioni musicali di varia entità, come gli oltre quindici minuti di “Shrooms ‘n Cheese”, brevi sinfonie come la poetica “Lake Shore Drive”, probabilmente il brano in cui titolo e melodia trovano un’assonanza maggiore, e semplici flussi di coscienza sonori, dove ogni musicista lascia scorrere liberamente i propri pensieri sonori, come il lungo tumulto di “What’s The Word, Thunderbird”. Un disco assolutamente non banale, per palati fini, in cui perdersi o da tenere come sottofondo, ugualmente piacevole.

Voto recensore
7
Etichetta: Magna Carta

Anno: 2009

Tracklist: 1- Someone Said You Were Dead
2- The Girl From Chi Town
3- Denny�s By The Jail
4- Ice Cream
5- Lake Shore Drive
6- Not Afraid Of The Dark
7- Shrooms �N Cheese
8- What�s The Word, Thunderbird

anna.minguzzi

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E' mancina e proviene da una famiglia a maggioranza di mancini. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi mai smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va al cinema, canta, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Adora i Dream Theater, anche se a volte ne parla male.

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