Smashing Pumpkins – Recensione: Oceania

Quando un po’ di anni fa si acquistava un disco, lo si faceva con la consapevolezza che non sapevi quello che ti aspettava. Poteva essere bello come anche il contrario. Non c’era la possibilità di bruciare la sorpresa, l’emozione che giravano attorno all’acquistare un disco, magari della tua band preferita. Non c’era internet bello e pronto a farti capire se ne valeva davvero la pena spendere quei soldi o meno. E un tempo la sua grande parte la faceva anche la copertina di un album, che ha sempre attirato tanto la mia attenzione. Devo dire che la cover di “Oceania” è notevole, Billy ha sempre saputo curare ogni minimo dettaglio. Se “Oceania” fosse uscito alcuni anni fa, credo che lo avrei comprato ad occhi chiusi, attirata dalla copertina e soprattutto perché gli Smashing Pumpkins sono tra le mie band preferite di sempre. Ognuno di noi ha un messia, o due, tre. Billy Corgan un giorno di tanti anni fa è entrato nella mia camera e non ne è uscito più. Nel caso di “Oceania” però non posso dire “ah che belli gli anni 90”, no. In questo caso dico “meno male che esiste internet”. A malincuore. Perché non credo che acquisterò mai questo album. Se “Oceania” fosse uscito un po’ di anni fa, mi sarebbe rimasta solo la cover come bel ricordo e quel disco avrebbe preso solo che polvere su uno scaffale. Ma in realtà l’unica vera certezza è che un disco come “Oceania” non avrebbe mai avuto luce nella mente buia, arrabbiata, romantica e geniale del Corgan degli anni 90. È vero il tempo passa, le persone cambiano e credo che il raro genio di Billy si sia un po’ spento. Dopo lo scioglimento nel 2000, Corgan non riusciva a vivere senza la sua piccola creatura e dopo 7 anni decise di riportarla in vita. Di quella grande creatura oggi ne resta solo il suo leader; nuova bassista Nicole Fiorentino, nuovo batterista Mike Byrne e alla chitarra Jeff Schroeder (già presente nel precedente album Zeitgeist). Il disco parte con un bel piglio rock, sembra quasi che si sia tornati alle radici delle Zucche, il tempo sembra essersi fermato con “Quasar” e “Panopticon”, ascoltando quei ritmi della batteria che ci ricordano senza alcun dubbio Jimmy Chamberlin. Ma poi arriva già il melodico. Anche se non sono male (“The Celestials”, “Violet Rays”), è come se si abbia la sensazione che Corgan si sforzi a tirar fuori delle ballad che facciano la storia, ma che onestamente non riusciranno mai in questa impresa. Quel ragazzone altissimo, profondo, dagli occhi azzurri, con le corde vocali sguaiate di rabbia, che si incupiva improvvisamente sulle ballad che hanno fatto davvero la storia della musica, non c’è. E quando il filone melodico si prolunga (“My Love Is Winter”, “One Diamond, One Heart”), si arriva un po’ alla nausea. Si passa ai suoni un po’ elettro di “Pinwheels”, per poi arrivare ai quasi dieci minuti prog della title track, che devo dire non appesantiscono. Ancora una ballad con “Pale Horse”, per me il momento più basso dell’album. “The Chimera” è la traccia più gradevole di ciò che c’è di nuovo, che non richiami il passato. Un ritmo che entra subito in testa. Arriva un po’ di aggressività con “Glissandra” e “Inkless” , che però non decolla mai quanto dovrebbe. Si chiude con il finale scenografico e sognante di “Wildflower”, ma niente di più. Il nuovo lavoro di Billy Corgan si racchiude in queste 13 tracce prog-hard-rock-dream-pop, con un pizzico nuovo di synth. 13 capitoli che scorrono a momenti senza un senso, a momenti in modo piacevole e originale, a momenti senza stupire. Musicalmente e strumentalmente parlando, non c’è quasi nulla da eccepire. Su questo non si potrebbe mai dubitare di Billy Corgan. Ma di sostanza ce n’è poca. “Oceania” è sicuramente meglio di tutto quello che Corgan ha proposto dopo la reunion del 2007. Ma mi manca quel gran genio che è stato Billy, l’uomo dai rari capolavori. E non è nostalgia del passato, è la realtà purtroppo. Perché “Oceania”, nonostante la presenza del suo scheletro, non sarà mai una persona in carne. E proprio lui lo diceva: “The World is a Vampire”.

Voto recensore
6
Etichetta: Martha's Music

Anno: 2012

Tracklist:

01. Quasar
02. Panopticon
03. The Celestials
04. Violet Rays
05. My Love is Winter
06. One Diamond, One Heart
07. Pinwheels
08. Oceania
09. Pale Horse
10. The Chimera
11. Glissandra
12. Inkless
13. Wildflower


Sito Web: http://www.smashingpumpkins.com/

4 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. Jeffry

    Questo non è un disco da 6!!!
    Ad oggi gli Smashing Pumpkins non hanno più nulla da dire e ragione di esistere se non per soddisfare il morboso Corgan.
    Capisco il tuo rispetto da fan sfegatata, ma ‘sto disco è soporifero e scarso come il predecessore:
    cara Collie, ora a tristezza è davvero infinita!

    Reply
    • marizucca

      Guarda io sono d’accordo con te, se hai letto la recensione penso che il tuo pensiero sia più o meno anche il mio.
      Gli Smashing non esistono più, c’è solo un Billy Corgan spento.
      L’ho scritto abbastanza chiaramente nella recensione.
      Non fissatevi con il voto. Fosse per me i voti non li metterei mai ai dischi perchè un minuto dopo la pubblicazione già vorrei cambiarlo.
      Ero indecisa se mettere un 6 o un 5.5.. e quella quasi sufficienza io la do alla strumentazione, alla musicalità.. perchè comunque la sostanza strumentale ce n’è abbastanza.
      E non è proprio tutto da buttare. Qualcosa di gradevole c’è nell’album. Il punto è che alla fine non ti lascia nulla. Questo si, e credo di averlo detto.
      Non credo assolutamente di aver visto questo album con gli occhi di una fan sfegatata, anzi!
      C’è gente che come dici tu, fan sfegata ACCECATA, lo vede come un capolavoro.
      Cosa che ovviamente non è.
      Poi ovviamente ognuno ha il suo pensiero e lo rispetto.. forse magari tu gli avresti dato un 4 secco.
      Comunque grazie per aver letto la recensione

      Reply (in reply to Jeffry)
      • andpec

        Non condivido: Quasar, Panopticon, The Celestial, Violet rays, My love is winter, Oceania (fantastica), Glissandra e The chimera…insomma ben 8 canzoni su 13 che potrei sentire senza stancarmi mai. Miglior album dopo Mellon Collie e Adore senza ombra di dubbio. Un 7,5 ci stava tutto ma quando ci si fossilizza a fare paragoni con il passato non se ne esce. Devo dire che sono pure d’accordo con l’analisi delle canzoni (Pale horse il punto più basso, le prime due che ricordano i vecchi Smashing…) ma alla fine il 6 non rende onore ad un gran bell’album!

        Reply (in reply to marizucca)
        • marizucca

          va bene così, abbiamo opinioni diverse e rispetto la tua. ma io la penso diversamente. non ho detto che Oceania è brutto. ho detto che ci sono cose piacevoli, originali ma anche cose senza un senso. cioè alla fine dell’ascolto a me questo album non lascia niente, è questo il punto.
          l’ho scritto anch’io che è meglio di Zeitgeist. ma non del resto dei lavori dei Pumpkins.
          detto da una che ha sempre osannato Billy Corgan, non una persona qualsiasi che spara a dritto senza senso.
          grazie per aver letto la recensione

          Reply (in reply to andpec)

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