Obituary: “Inked In Blood” – Intervista a Trevor Peres

Dopo ben cinque anni dal precedente studio album, tornano alla ribalta gli storici deathsters Obituary. Il loro nuovo disco “Inked In Blood” non sarà forse un capolavoro, ma tanto basta per far tornare “on the road” una delle più longeve e blasonate realtà del metal estremo. Vediamo allora come il chitarrista e fondatore Trevor Peres ci presenta l’ultima fatica della band e ci parla dei vari cambiamenti che hanno riguardato il gruppo negli ultimi tempi.

Potresti presentare in poche parole “Inked In Blood” ai nostri lettori?

“Inked In Blood” è pura e brutale pesantezza!

Cosa puoi dirci a proposito del processo di song-writing di questo album, il vostro primo disco in cinque anni?

Il processo di song-writing è sempre quello. Mettiamo insieme alcune ritmiche e cominciamo aggiungendo la batteria, quindi registriamo il tutto un po’ di volte e rivediamo il risultato scorrendo avanti e indietro, e a quel punto sai che c’è una canzone pronta. Per questo album ci abbiamo messo un po’ di più a scrivere perché non c’era ragione di avere fretta.

Sono rimasto davvero impressionato dalla opener “Centuries Of Lies”, un pezzo molto potente diretto ed efficace: quali sono state le idee alla base di una canzone come questa?

“Centuries Of Lies”, hai ragione, è una traccia molto potente. Le idee che hanno portato alla creazione di quel brano sono stati la pura rabbia e l’odio nei confronti di tutte le cose che sono contro la nostra società.

“Inked In Blood” è il vostro primo album con Kenny e Terry (relativamente nuovi chitarrista e bassista della band, n.d.r.): questo cambio di line-up come ha influenzato la realizzazione del disco?

Tutte le canzoni sono state scritte da Donald, John e me. Kenny e Terry hanno giusto registrato le loro parti; Kenny se n’è comunque venuto fuori con alcuni passaggi davvero malati.

“Inked In Blood” è anche il vostro primo album con la Relapse Records: cos’ha rappresentato per voi questo cambio d’etichetta?

La Relapse Records ha fatto una grande lavoro nel far uscire questo album. Hanno lavorato sulla campagna marketing molto più duramente di quanto sia stato fatto per le nostre ultime release.

Sono passati 5 anni dal vostro ultimo live DVD e addirittura 16 anni dal vostro ultimo CD dal vivo: state per caso valutando di far uscire un nuovo live album?

Al momento l’ultima cosa che ho in mente è di registrare un live album! Abbiamo appena speso 5 anni per creare “Inked In Blood” e questo al momento ha tutta la nostra concentrazione.

A gennaio suonerete un nuovo concerto in Italia, a Romagnano Sesia, ma voi venite spesso nel nostro paese, specialmente per date e festival estivi: qual è la vostra opinione sul pubblico italiano?

L’Italia è sempre un paese divertente in cui fare concerti e le persone sono molto entusiaste e cariche mentre suoniamo. Mi sono sempre trovato molto bene in Italia e il cibo è grandioso, naturalmente; inoltre mia moglie è originaria della Sardegna. Insomma, sono in un certo senso poco obiettivo verso l’Italia!

Per finanziare il vostro nuovo disco avete lanciato una campagna su Kickstarter: cosa pensi delle nuove tendenze relative al crowdfunding che stanno emergendo nel music business?

La campagna su Kickstarter è stata cool, ci ha aiutato a completare le registrazioni del nuovo disco e ci ha permesso di firmare con più facilità un contratto con un’etichetta discografica. Non abbiamo dovuto passare per lunghi processi di negoziazione grazie al grosso anticipo che potevamo fornire e avevamo davvero la palla nella nostra metà campo, per così dire.

In seguito alla campagna avete realizzato un documentario per ringraziare tutti i fan che vi hanno supportato: come vi è venuta in mente questa interessante idea?

Esatto, abbiamo realizzato un documentario per i nostri sostenitori di Kickstarter: al momento è ancora in fase di montaggio. Si è trattato di una cosa divertente da mettere in piedi e credo proprio che i fan l’apprezzeranno.

Per concludere, qual è il vostro messaggio ai fan che compreranno il vostro nuovo album e parteciperanno ai vostri prossimi concerti?

Ci auguriamo che tutti quanti apprezzino “Inked In Blood”, è l’album più pesante che abbiamo realizzato in oltre 20 anni, e non vediamo l’ora di tornare in Italia per proporvelo!

matteo.roversi

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Nerd e metallaro, mi piace la buona musica a 360 gradi e sono un giramondo per concerti (ma non solo per questi). Oltre al metal, le mie passioni sono il cinema e la letteratura fantasy e horror, i fumetti e i giochi di ruolo. Lavorerei anche nel marketing… ma questa è un’altra storia!

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