Blackfield – Recensione: NYC – Blackfield Live In New York City

Ci erano piaciuti…e tanto…i Blackfield in sede live lo scorso mese di febbraio (ma anche tre anni fa in occasione della loro prima calata italica) e questa impressione positiva è ampiamente suffragata da questo semplice quanto ben realizzato DVD intitolato semplicemente “NYC – Blackfield Live In New York City”. Pur essendo anch’esso stato curato da Lasse Hoile questo prodotto non raggiunge le eccelse vette audio/video (c’è comunque il mix 5.1) di “Arriving Somewhere…” dei Porcupine Tree però si difende alla grande (anche a livello economico perchè non sottolinearlo) mettendo in scena lo stesso set che ci gustammo proprio a Milano (poche settimane prima della data di registrazione in quel della Bowery Ballroom). La proposta della band prende ovviamente più “corpo” (leggasi chitarre e sezione ritmica) in sede live anche se il ruolo del nuovo innesto Eran Mitelman al piano/tastiere funge da collante praticamente nell’arrangiamento di ogni pezzo…e da questo punto di vista i Blackfield proprio non si tirano indietro proponendoci grosso modo tutto il loro repertorio malinconico e, se volete apocalittico (per i temi trattati nelle liriche) pur senza giocare sulla violenza elettrica con alcuni veri apici come “Christenings”, “Epidemic”, “Someday” ed “Hello”. Ribadiamo quanto già detto in altre occasioni: quello che era solo un side project di Steven Wilson si è tramutato ormai in una realtà sonora che cammina indipendentemente senza disturbare ai margini del music biz…non continuate ad ignorarli, magari proprio partendo da questo convincente DVD.

Voto recensore
7
Etichetta: K Scope / Snapper

Anno: 2007

Tracklist:

01. Once
02. Miss U
03. Blackfield
04. Christenings
05. The Hole In Me
06. 1,000 People
07. Pain
08. Glow
09. Thankyou
10. Epidemic
11. Someday
12. Open Mind
13. My Gift Of Silence
14. Where Is My Love?
15. End Of The World
16. Hello
17. Once (Encore)
18. Cloudy Now
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Bonus Material


alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

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