AAVV – Recensione: Numbers From The Beast – An All Star Salute To Iron Maiden

Ladies and Gentlemen, ecco a voi ‘Numbers From The Beast’, probabilmente uno dei peggiori tributi agli Iron Maiden mai sentiti. Lo sappiamo, di omaggi alla Vergine di Ferro ne esistono decine dentro e fuori dal panorama metal, alcuni sono molto belli e altri molto brutti. Purtroppo, questo ‘Numbers From The Beast’ appartiene alla seconda categoria.

E’ un peccato, perché i due responsabili del progetto, cioè Bob Kulick (Paul Stanley, Meatloaf, fratello del più noto Bruce che militò nei Kiss) e il session drummer di lusso Brett Chassen (Marco Mendoza) non sono certo due sprovveduti, inoltre, anche l’idea alla base è molto buona, quella cioè di non affidare una song ad una sola band, ma di riunire un’impressionante staff di stelle del panorama rock e metal.

Eppure c’è qualcosa che non va, forse gli ensemble non si amalgamano bene o forse tutti hanno pensato di arraffare l’obolo e scappare senza partecipare con convinzione. Fatto sta che in mezzo al marasma più totale si salvano solo ‘Run To The Hills’ (resa molto bene dagli MSG Robin McAuley e Michael Schenker), ‘Flight Of Icarus’, pregiata dall’impeccabile interpretazione di Ripper Owens accompagnato da Doug Aldrich (Whitesnake / Dio) e Simon Wright (Dio / AC/DC) e ‘Can I Play With Madness ?’, pressoché identica all’originale ma con un Mark Slaughter in stato di grazia.

Tutto il resto è da dimenticare, a cominciare da un Paul Di’Anno che sente tutto il peso dell’età (o del pingue addome) in una goffa re-interpretazione di ‘Wrathchild’, passando per un Lemmy che fa quasi sorridere su ‘The Trooper’, arrivando ad un Chuck Billy e a un Jon Bush che su ‘Fear Of The Dark’ e ‘The Wickerman’ non si trovano per niente e non sono convinti, vanno fuori tempo e stonano.

Potremmo poi parlare di Nuno Bettencourt e Ritchie Kotzen, due chitarristi progressivi che (giustamente) su ‘Aces High’ e ‘2 Minutes To Midnight’ cercano di imporre la loro personalità a Jeff Scott Soto e a Joe Lynn Turner con delle scale malmsteeniane che appesantiscono inutilmente i pezzi.

E il grosso difetto del lavoro sta poi nella produzione troppa scialba e leggera, che trasforma le possenti cavalcate dei Maiden in innocue tarantelle happy metal.

Insomma, state alla larga da questo disco. Già l’utilità di un tributo è opinabile, quando poi è anche brutto…

Voto recensore
4
Etichetta: Restless Records

Anno: 2005

Tracklist:

01.Run To The Hills
02.Wasted Years
03.Wrathchild
04.Flight Of Icarus
05.Fear Of The Dark
06.The Trooper
07.Aces High
08.2 Minutes To Midnight
09.Can I Play With Madness?
10.The Evil That Men Do
11.The Wickerman


andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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