Deep Purple – Recensione: Now What?!

A partire dal titolo emblematico, il nuovo album dei Deep Purple è un lavoro complesso, a tratti contraddittorio, sicuramente di spessore, che ha il suo riferimento più vicino nella discografia “classica” della band ma pure in “Perfect Strangers”, richiamato in primis nell’eccellente “Out Of Hand”. “Now What?!” è il primo album dalla scomparsa di Jon Lord, e anche se il tastierista era da tempo (eravamo all’inizio degli anni Duemila) stato sostituito da Don Airey non si può non cercare, e pure trovare, un collegamento fra il titolo e il futuro della band.

Nell’opener “A Simple Plan” proprio Airey è il protagonista, con il suo hammond, di quello che è a metà tra un definitivo affrancamento e un tributo al grande tastierista scomparso. In “Weirdistan”, pezzo che racchiude le potenzialità creative dell’attuale line-up, hanno modo di rifulgere soprattutto il gusto e la genialità di Steve Morse, che pure nel corso dell’album è forse meno incisivo che in passato.  Convince meno, la band, nei frangenti in cui meno si prende sul serio, vedi “Hell To Pay”, pure in linea con gli ultimi lavori dei Deep Purple e per questo, probabilmente, scelta come singolo apripista: è uno di quei casi in cui limitarsi all’ascolto del brano che passa per radio crea impressioni ed aspettative fuorvianti. Già, perché le atmosfere di “Blood From Stone” e soprattutto di “Uncommon Man” – sugli scudi Ian Paice potente e fantasioso – risollevano prontamente la qualità di un album comunque di grande livello, in grado soprattutto nella seconda metà di liberarsi in una celebrazione della musica priva di confini ed etichette. La dolcezza di “All The Time In The World”, scelta come secondo singolo, ha il sapore del classico, l’interpretazione appassionata di Gillan e ancora uno straordinario Morse. Vale la pena menzionare anche la sontuosa “Above And Beyond”, omaggio a Jon Lord, che con le sue variazioni prog ci porta davvero in un altro tempo. Fa il suo effetto pure la magniloquenza dell’organo che accompagna “Vincent Price”, altro tributo seppur più curioso e di differente tenore, stavolta ad uno dei più grandi attori di tutti i tempi.

Ineccepibile la produzione del veterano Bob Ezrin per un album carico di livelli d’ascolto, in cui cambiano gli equilibri della band, con Airey in primo piano, Morse a svariare e gli altri a prestare un servizio extralusso: non sappiamo se questa sarà la nuova direzione, di certo si aprono prospettive interessanti. E a quarantacinque anni dalla nascita della band, questa è già di per sé una notizia.

Voto recensore
7,5
Etichetta: earMusic / Edel

Anno: 2013

Tracklist:

01. A Simple Song
02. Weirdistan
03. Out Of Hand
04. Hell To Pay
05. Body Line
06. Above And Beyond
07. Blood From A Stone
08. Uncommon Man
09. Après Vous
10. All The Time In The World
11. Vincent Price


Sito Web: http://www.deep-purple.com/

giovanni.barbo

view all posts

Appassionato di cinema americano indipendente e narrativa americana postmoderna, tra un film dei fratelli Coen e un libro di D.F.Wallace ama perdersi nelle melodie zuccherose di AOR, pomp rock, WestCoast e dintorni. Con qualche gustosa divagazione.

1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. Giovanni Messere

    Grande album da grandi maestri, l’essenza del metal.

    Reply

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Accedi