Everon – Recensione: North

E’ passata un’eternità dall’ultima uscita degli Everon, sei lunghi anni dalla splendida doppietta “Flesh” – “Bridge”. E quando tutti li davano ormai per dispersi, i tedeschi ritornano a sorpresa sul mercato con “North”, il settimo album della propria carriera. La creatura del polistrumentista e compositore Oliver Philipps continua a muoversi sinuosa tra territori heavy e partiture orchestrali, mantenendo intatte raffinatezza e precisione chirurgica nell’esecuzione. Docili carezze di archi si alternano a schiaffi di chitarra nell’opener “Hands”, dove aperture melodiche ariose si adagiano su un tappeto malinconico di tastiere. Il tempo sembra essersi fermato e gli Everon hanno ripreso sicuri il proprio cammino da dove avevano lasciato, forti della propria esperienza e della propria classe. Non una nota di più, non una nota di meno in “Islanders”, che cede a tentazioni prog, ma senza strafare, mantenendo la connotazione classica, con un intenso Philipps a duettare con la voce suadente di Judith Stüber. Nella title track inserti di musica sinfonica ricamano pizzi e merletti, tessendo trame sonore con le chitarre, mentre in “From Where I Stand” è la sezione ritmica a brillare di luce propria. “North” è un disco intenso e ricercato, in cui si possono ritrovare mille sfaccettature, dalla drammaticità degli interventi di violoncello alla dolcezza di alcune atmosfere dei refrain, in cui il prog rock e le spiccate propensioni alla colonna sonora si fondono alla perfezione. Ma guai a fermarsi ad un ascolto superficiale, perché questo album ha più strati, più di una chiave di lettura, e gli Everon invitano a scavare più a fondo, a scoprire i sogni reconditi di ognuno di noi, aiutati da una produzione chiara e brillante. Un album che possiede gli odori e le sensazioni delle stagioni, colorato come la primavera, plumbeo come l’autunno, limpido come l’estate e gelido come l’inverno, che appassiona dalla prima nota all’ultima. L’orecchiabilità delle melodie ci spalanca le porte ad una nuova avventura targata Everon, e la band è pronta a prenderci ancora una volta per mano e a trasportarci in un turbinio di emozioni .

Voto recensore
8
Etichetta: Mascot / Edel

Anno: 2008

Tracklist: 01. Hands
02. A Brief Encounter
03. From Where I Stand
04. Test Of Time
05. North
06. South Of London
07. Wasn’t It Go
08. Woodworks
09. Islanders
10. Running

alessandro.battini

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E’ il sinfonico della compagnia. Dai Savatage ai Dimmu Borgir, passando per i Rhapsody, predilige tutto ciò che è arricchito da arrangiamenti sontuosi ed orchestrazioni boombastiche. Nato e cresciuto a pane e power degli anni ’90, si divide tra cronache calcistiche, come inviato del Corriere Dello Sport, qualità in azienda e la passione per la musica. Collezionista incallito di cd, dvd, fumetti, stivali, magliette dei concerti, exogini e cianfrusaglie di ogni tipo, trova anche il tempo per suonare in due band.

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  1. everon

    Grandissima band ingiustamente trascurata….

    Reply

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