Taake – Recensione: Noregs Vaapen

Taake, oltre che nebbia, significa soprattutto true norwegian black metal. Puro e incontaminato odio nordico devoto alla tradizione del genere, e perfettamente inserito nella sua epòs.

La creatura di Ørjan “Ulvhedin Hoest” Stedjeberg (classe 1977) è infatti da anni una certezza di concretezza e affidabilità, per chiunque sia alla ricerca di suoni gelidi e malvagi, epici e oscuri.

“Noregs Vaapen”, suo quinto album, segna il relativo ritorno di Hoest all’approccio delle origini (“Nattestid…”, 1999), caratterizzato da un old school black tradizionale nel metodo, ma elegante e rifinito nella forma, rispetto al sound più semplificato e basic del precedente album omonimo (2008), non molto ben digerito dai fan storici della formazione di Bergen.

Prodotto da Bjørnar E. Nilsen, il nuovo capitolo discografico a firma Taake si avvale anche delle guest performance di Nocturno Culto, Attila Csihar e Demonaz, personalità illustri del mondo oscuro, che vanno a comporre questa mitologica e simbolica Norvegia in armi, suggerita dal titolo.

Sin dai primi secondi dell’opener “Fra Vadested Til Vaandesmed” il sound è riconoscibilissimo, coi suoi pregi e difetti, ovvero uptempo a base di doppia cassa a mitragliatrice e riffoni glaciali. I riferimenti al black del leggendario lustro ‘90/’95 sono sempre chiari, così come il tributo ideale alle icone Immortal, Darkthrone e primi Satyricon.

Per inclinazione personale preferisco i brani più dinamici e mutevoli, nei quali si può percepire, oltre la canonica efferatezza, anche una vena epica. In questo disco tale descrizione calza bene a brani come “Orkan”, un vero uragano di riff, come dice il titolo, “Nordbundet” e “Myr”, palude nella quale Hoest si concede dapprima il lusso di qualche rallentamento in più del solito, grazie al quale si apprezza con più facilità l’esperienza e l’indubbia capacità del nostro come songwriter, salvo poi sorprendere con l’inserimento di un banjo dal sapore decisamente country, ma dal risultato comunque pregevole.

Non è infatti semplice gestirsi, all’interno di una forma musicale così ortodossa e tradizionale, nonché punitiva nei confronti delle sperimentazioni. Il blackster di Bergen ci riesce bene, soppesando a dovere gli elementi che formano la sua espressività, consegnando dunque al suo pubblico, se non un lavoro epocale, certamente un disco valido e coinvolgente.
Tanto basti.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Dark Essence Records

Anno: 2011

Tracklist:
1. Fra Vadested Til Vaandesmed 06:47
2. Orkan 06:17
3. Nordbundet 05:25
4. Du Ville Ville Vestland 06:51
5. Myr 05:35
6. Helvetesmakt 05:37
7. Dei Vil Alltid Klaga Og Kyta 10:16

Sito Web: http://taake.svartekunst.no/

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Accedi