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Nonpoint – Recensione: The Poison Red

Nati nella seconda metà degli anni ’90 in concomitanza dell’ondata nu-metal che invase la scena in quel periodo, i Nonpoint hanno dimostrato una longevità fuori dal comune resistendo per quasi 20 anni e arrivando al decimo disco in carriera col presente “The Poison Red”. Nonostante sia da annoverare tra le seconde linee del movimento, il quintetto americano è rimasto fedele come pochi altri alle coordinate di un metal moderno, con influenze rap e ai tempi fatto apposta per finire in heavy rotation su MTV. Tale alternative metal “d’epoca” è esattamente ciò che troverete anche nel nuovo album, facendo quindi un tuffo nel passato.

Le canzoni che compongono il platter sono praticamente tutte brevi, lineari e semplici, ma non per questo da buttare; nelle loro melodie spesso vincenti e di immediata assimilazione, tali brani risultano infatti piacevoli e ideali come leggera colonna sonora delle più svariate attività. Che si tratti delle iniziali “Generation Idiot” e “Foaming At The Mouth”, delle centrali “Divided… Conquer Them” e “Radio Chorus” o della folkloristica “El Diablo”, i pezzi si lasciano sempre ascoltare volentieri. La pecca è che la linearità che pervade il disco a un certo punto sfocia nella monotonia e la buona interpretazione del frontman Elias Soriano non basta a tenere le fila della situazione fino all’ultimo.

Nella loro perseveranza i Nonpoint ci stanno simpatici e questo “The Poison Red” è pure tendenzialmente gradevole, ma non possiamo arrivare alla sufficienza piena. Nell’anno 2016 il revival nu-metal operato dal combo della Florida può essere ormai visto come un valore aggiunto, ma la qualità generale delle canzoni presentate non sempre è di buon livello e la noia a tratti domina.

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