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Cryptopsy – Recensione: None So Vile

Dopo l’uscita di Blasphemy Made Flesh nel 1994, a due anni di stanza arriva il sigillo, None So Vile, a confermarci che eravamo di fronte ad una delle più promettenti band brutal underground. Stiamo parlando dei canadesi Cryptopsy, quelli della formazione Lord Worm-Flo Mounier-Éric Langlois-Jon Lavasseur, forse la migliore che abbiano mai avuto. Un cd che non solo ha lanciato nell’olimpo degli extreme metal drummer mr Mounier, ma che ha anche affermato come fosse possibile suonare un brutal tecnico ma quanto mai violento e diretto. Uno stile unico ed inconfondibile, oltre al drumming oltranzista troviamo gli assoli a tratti schizofrenici di Jon Lavasseur, i latrati incontrollati del signor Verme e un basso dalle linee interessanti e che quando serve esce allo scoperto.  Difficile dimenticare l’intro di pianoforte di “Phobophile”, a cui fa seguito un riff di basso ripreso dalla chitarra che rimane impresso nella memoria. Una sorta di perno che ritroviamo ripetuto e variato nella seconda parte della canzone e nel quale troviamo incastonato uno dei più bei soli scritti da Lavasseur. Un’altra song tra le più apprezzate e ricordate è “Crown Of Horns” corredata dall’ intro preso dal film L’Esorcista III e che termina con la frase “..i do that rather well, don’t you think?”. Quello che accade dopo la domanda è storia del brutal: una sassata tra i denti. Per corredare l’elenco della canzoni che rappresentano al meglio l’album non si può dimenticare “Graves Of The Fathers” e “Slit Your Guts” con i loro mid tempo e le brucianti accelerazioni, nonchè gli efficaci soli. Oscuri, epici, violenti, tecnici e per il periodo d’avanguardia, i Cryptopsy hanno sciorinato tutte le migliori qualità in quest’album. Le uscite successive sono sembrate un lento declino verso un brutal legato a sonorità moderne e core che non hanno nulla a che vedere con l’attidine efferata che trasuda da questa uscita. Se ascoltiamo le altre canzoni”Dead And Dripping”, “Benedictine Convulsion”, “Lichmistress” gli elementi che costituiscono le song non cambiano, è un continuo assalto all’arma bianca. Il disco si chiude con “Orgiastic Disembowelment”, i Cryptopsy ancora a briglie sciolte si lanciano a tutta velocità per poi decelerare, un alternarsi di cambi di velocità e ritmo che tramortiscono l’ascoltatore. La frase finale è lasciata ad Ash, personaggio de L’Armata Delle Tenebre: “That’s it, go ahead and run. Run home and cry to mama!”. Leggendari!

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