Nofx – Recensione: Half Album

Un’altra recensione, un altro addio ad un muro portante della scena punk mondiale. Che i NOFX si sarebbero sciolti era notizia già da un paio d’anni. Ovviamente, insieme al condivisibile sentimento “Meglio smettere ora che ci sentiamo di farlo”, c’è la postilla: “Però lucriamoci il più possibile”. L’hanno fatto mille band prima di loro, e chissà se i NOFX e gli Slayer si divideranno un festival tra dieci anni. La realtà è, però, che una band come il quartetto sud-californiano MERITA un’uscita di scena di livello. È doveroso ricordare come abbiano cambiato la faccia del punk, come abbiano ispirato un’intera scena di band a venire. Come l’etichetta di Fat Mike (la Fat Wreck Chords, ndr) sia forse la più importante del genere insieme alla Epitaph di Brett Gurewitz. Sia per le band lanciate (Lagwagon, Propagandhi, NUFAN ecc.), che per le famosissime compilation, ma soprattutto per lo spirito DIY del tutto. Quindi, oltre al tour di addio che a breve toccherà anche l’Italia, la band si congeda regalandoci una trilogia di uscite più o meno entusiasmanti. Dopo “Single Album” e “Double Album”, tocca a quello che molto probabilmente sarà l’ultimo lavoro dei NOFX: “Half Album”.

Sui primi due ho poco da dire, se non “meh, noiosetti”. “Single Album” ha almeno il fattore nostalgia, visto che i singoli erano usciti in piena pandemia, e chi se lo scorda più quel periodo. Questo “Half Album”, invece, mi è piaciuto parecchio. Come suggerisce il nome, ci troviamo davanti a un EP di 5 canzoni, per non più di 15 minuti di musica. Forse questo aiuta a digerire il riciclo di idee che ha un po’ caratterizzato la trilogia. Circa la metà del progetto è occupata dall’ultima traccia, “The Last Drag”. Un pezzo che parte a passo d’uomo ma si evolve in uno dei più interessanti nell’intera discografia dei quattro, con tutta la salita finale musicalmente impressionante e il testo poeticamente d’addio. Il resto dell’EP si divide in altre 4 tracce che riprendono squarci della loro carriera. “Fake-A-Wish Foundation” è il classico pezzo umoristico al quale Mike ci ha sempre abituati. Scorretto, di cattivo gusto, ma ha anche dei difetti. “I’m a Rat” è un pezzo che Mike scrisse per gli Hi-Standard prima della prematura morte del loro batterista Akira Tsuneoka. Il pezzo suona estremamente NOFX, con le batterie ad alta velocità e le melodie vocali in pieno stile “Punk In Druplic”. Molto d’impatto anche il testo, così come lo è nel caso di “The Queen Is Dead”. Qui c’è da soffermarsi sulla dura realtà della vita e sullo schiacciante passare del tempo. Sembra che in ogni uscita di Fat Mike e co. negli ultimi dieci anni ci sia almeno un pezzo dedicato a una persona scomparsa. È innegabile che la scena punk ha trovato campo fertile in persone problematiche, offrendo loro rifugio. Consiglio vivamente la biografia dei NOFX stessi, “Una vasca per cesso e altre storie”. Forse la colpa è invece da attribuire al fatto che il tempo è inarrestabile e che ormai, dopo più di 40 anni di carriera, l’età si è fatta importante. Forse, invece, questa è una recensione e non una seduta psichiatrica, quindi che dire, il pezzo spacca. Veloce ed emozionante. Infine, “The Humblest Man in the World” ha “Wolves In Wolves Clothing”, scritto in fronte a caratteri cubitali. Nessuna lamentela da parte mia, è uno dei miei dischi preferiti della band.

Poco da aggiungere, quest’ultimo progetto mi lascia la tristezza di dover salutare LA band punk per eccellenza, secondo me. La band di “The Decline”, la band di “White Trash…”, la band di “Punk In Druplic”. La band che si fa cacciare dai palchi per le battute sulle sparatorie, la band che si è fatta vedere in TV mentre faceva danni e droghe in giro per il mondo. Andrei avanti, ma ha senso che a parlare di quanto il punk debba ai NOFX sia la musica. Anche questa trilogia, in cui come di consueto, hanno dato si e no il 60%. So long, NOFX, and thanks for all the shoes.

Etichetta: Fat Wreck Chords

Anno: 2024

Tracklist: 01. Fake-a-Wish Foundation 02. I’m a Rat 03. The Queen Is Dead 04. The Humblest Man In The World 05. The Last Drag
Sito Web: https://www.nofxofficialwebsite.com/

Matteo Pastori

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Nerd venticinquenne appassionato di tutto ciò che è horror, bassista a tempo perso e cresciuto a pane e Metallica. La musica non ha mai avuto etichette per me, questo fa si che possa ancora sorprendermi di disco in disco.

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