Virgin Steele – Recensione: Noble Savage

Dopo il divorzio tra David Defeis e il chitarrista Jack Starr, è il dotato singer a tenere le redini dei Virgin Steele. Con ‘Noble Savage’, Defeis inizia a sviluppare testi e musiche inerenti a tematiche epiche e dal sapore antico, tracciando gli inizi del successivo percorso della band, salvo la parentesi hard rock di ‘Life Among The Ruins’. ‘Noble Savage’ è a ragione considerato l’apice della carriera stilistica dei Virgin Steele e (perché no?) potrebbe essere tranquillamente affiancato agli altri capisaldi dell’epic metal americano. La sinergia creata da Defeis e l’axe-man Ed Pursino è assolutamente perfetta e l’album scorre senza incappare in nessun calo di tensione. Si inizia con la potenza e i riff “cesellati” di ‘We Rule The Night’, potenza che ritroveremo nella successiva ‘Fight Tooth And Nail’, un pezzo veloce, crudo, scandito dalla rabbia trasmessa da Defeis. Come non citare poi la strumentale ‘Image Of A Faun At Twilight’? Un brano sognante e “bucolico”, capace di portarci alla mente l’immagine del Dio Pan, che suonando il suo flauto scompare all’orizzonte dopo una giornata di divertimenti…Il climax del disco è posto nella titletrack. La figura del Buon Selvaggio che emerge dalla canzone, ricalca in pieno quella narrata da Lord Byron: la potenza, la “grandiosità” concentrate nelle voce di Defeis e nelle chitarre di Pursino esaltano l’amore per la natura e la conoscenza, il finale di tastiere è quanto di più romantico la band potesse regalarci. Un discorso analogo può essere fatto anche per la conclusiva ‘The Angel Of Light’, ispirata al ‘The Silence Of The Lamb’ di William Blake: una intro “arabeggiante” ci trasporta in un caleidoscopio di suoni, mostrando la vena più ancorata al prog rock dei Virgin Steele. Anche gli episodi più “easy-listening” (‘Rock Me’ e la ballad “Don’t Close Your Eyes’) non sono né banali né scontati, ma accattivanti al punto giusto. Quattro anni or sono ‘Noble Savage’ è stato ristampato dalla T&T con l’aggiunta di sei brani risalenti all’epoca della registrazione, tra i quali spiccano ‘The Spirit Of Steele’ e ‘The Pyre Of Kings’, gemme “wagneriane” ingiustamente ignorate. Un must per chi ama la buona musica.

Etichetta: T&T / Noise

Anno: 1985

Tracklist:

01.We Rule The Night
02.I’m On Fire
03.Thy Kingdom Come
04.Image Of A Faun At Twilight
05.Noble Savage
06.Fight Tooth And Nail
07.The Evil In Her Eyes
08.Rock Me
09.Don’t Close Your Eyes
10.The Angel Of Light
Bonus Tracks:
11.Obsession (It Burns For You)
12.Love And Death
13.Where Are You Running To
14.Come On And Love Me
15.The Spirit Of Steele
16.The Pyre Of Kings


andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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