Peter Murphy – Recensione: Ninth

Il ritorno di Peter Murphy è all’insegna della riscoperta. Il nono studio album, intitolato semplicemente “Ninth” vede l’ex vocalist dei Bauhaus flirtare con delle sonorità vicine alle prime produzioni della sua carriera solista, distanti dalle tentazioni pop della discografia dello scorso decennio. Peter è a modo suo un continuatore del David Bowie più elegante e oscuro e i richiami al Duca Bianco sono sentiti e onnipresenti in “Ninth”. Questo album è senza dubbio la sua migliore testimonianza successiva alla seconda reunion dei Bauhaus e rimette l’artista in gran spolvero dopo il debole “Unshattered” del 2004. Si comincia subito alla grande con “Velocity Bird”, un brano con delle chitarre abrasive e distorte e una voce interpretativa ma altrettanto acida. Nell’anno del Signore 2011 ci troviamo dunque di fronte a un piccolo manifesto post-punk che si inserisce al meglio in un contesto contemporaneo, seguito a ruota dall’altrettanto energica ed “inglese” “Seesaw Sway”. I brani di “Ninth”, tra atmosfere per l’appunto bowieane, retaggi degli stessi Bauhaus e richiami alla carriera solista del nostro, scorre con naturalezza e non presenta grosse zone d’ombra, eccezion fatta per un paio di episodi incolore che tuttavia non inficiano più di tanto la qualità del lavoro. Il singolo “I Spit Roses” si allinea certamente alle canzoni dagli intenti più commerciali, ma regge molto bene grazie ad un ritornello intrigante e a una performance di Peter assolutamente impeccabile. Da citare inoltre la malinconica ballata “Never Fall Out” e l’onirica “The Prince & Old Lady Shade”, con tastiere scomposte che chiamano ancora in causa gli stilemi del post-punk. “Secret Silk Society” è un brano rarefatto e dall’incedere cupo, nello stile di Murphy sembra guardare a quanto appreso dalla collaborazione con Trent Reznor, mentre il finale, affidato a “Crème De La Crème”, saluta l’ascoltatore con ritmi ancora una volta vicini ai tempi che furono, rivelando tutta la natura dark del pezzo. “Ninth” rimette in gioco l’artista e lo fa nel migliore dei modi. Bentornato Mr. Murhpy.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Nettwerk / Self

Anno: 2011

Tracklist:

01.  Velocity Bird 2:53

02.  Seesaw Sway 4:15

03.  Peace To Each 3:40

04.  I Spit Roses 4:03

05.  Never Fall Out 4:09

06.  Memory Go 4:03

07.  The Prince & Old Lady Shade 4:44

08.  Uneven & Brittle 4:48

09.  Slowdown 3:51

10.  Secret Silk Society 4:09

11.  Crème de la Crème 5:28


Sito Web: www.petermurphy.info

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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