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Last Autumn’s Dream – Recensione: Nine Lives

La vena compositiva di Andy Malacek (chitarra, ex Fair Warning) e Mikael Erlandsson (voce) sembra non placarsi mai e anche a fine 2011 in Giappone esce il nuovo “Nine Lives” (in Europa il 20 gennaio), che segue di pochi mesi il già ottimo “Yes”.

“Nine Lives” è la nona fatica in studio dei nostri e se pensiamo che il primo full length è datato 2004 risulta chiaramente che il ritmo creativo del gruppo svedese ci riporta agli anni ’70 quando diverse band che hanno scritto la storia del rock erano in grado di realizzare anche due album nell’arco di dodici mesi. In realtà il combo nordeuropeo si impegna ben poco in tour live e questo particolare senz’altro aiuta la causa dell’iper produzione che ormai è un marchio di fabbrica della ditta Erlandson e soci.

I Last Autumn’s Dream inondano quindi il globo degli amanti del melodic rock o AOR con un nuovissimo lavoro che non tradisce le aspettative, donando all’ascoltatore dodici perle di melodia che come sempre non disdegnano alcune varianti e sorprese.

Intanto sottolineiamo le due ospitate di “Nine Lives”, ossia la linea vocale di Jeff Scott Soto in “The Last To Know”, il cui tono profondo e rotondo si unisce a meraviglia con l’ugola estremamente melodica e leggermente graffiante di Erlandsson. In secondo luogo citiamo l’ottima “Angels Eyes” (una delle migliori track dell’album) in cui Mikael duetta questa volta con una singer, ossia la scatenata rocker Jenny Redenkvist (di cui lo stesso Erlandson è produttore e songwriter); il pezzo, ben sostenuto da sapienti keyboard, presenta un ritmo coinvolgente fin dalle prime battute ed esplode con incredibile maestria nel chorus… così accattivante da non stancare mai, anche dopo ripetuti ascolti.

Altri brani di grandissimo appeal sono senz’altro “Megalomania” e “Merry – Go”, entrambe caratterizzate da un ritmo sostenuto ed incalzante.

L’hard rock si fonde poi con lo swedish AOR nella title-track, magnifica song che pone subito sugli scudi la linea ritmica di Jamie Borger (batteria, ex Talisman, Treat) e Nalley Pahlsson (basso); in particolare l’ossatura creata dal basso è sempre abbastanza intuibile, grazie alla registrazione come sempre cristallina.

Altra caratteristica da non tralasciare è la cura per gli arrangiamenti e gli inserti strumentali di chitarra che Andy Malecek cura con grande attenzione, senza mai far mancare anche brevi assoli che arricchiscono di gran lunga il lavoro dei LAD; eccellente, in tal senso, per citarne uno fra i tanti, l’assolo di “Is This Just Another Heartache”.

Forse le tracce meno riuscite son proprio la ballad “Don’t Let Love Fade Away” (a tratti fin troppo derivativa e debole) e la bonus track “Waited A Long Time”, priva della verve che contraddistingue le altre song.

In conclusione non resta che consigliare questo nuovissimo “Nine Lives” che perpetua la qualità compositiva dei Last Autumn’s Dream, icona nordeuropea del rock melodico.

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