Nightwish: Live Report della data di Bologna

Concerto incredibile quello dei Nightwish del 29 novembre 2015 all’Unipol Arena di Bologna, tra i soliti coriandoli sparati a fine concerto, uniti ad innovativi maxischermi ed effetti pirotecnici, è stato uno spettacolo emozionante e davvero suggestivo, accompagnati da 2 band di supporto come al solito di un certo spessore.

Arrivati all’Unipol Arena si può vedere fin da subito file chilometriche da ogni lato del palazzetto, non si riesce con esattezza a stimare quanta gente effettivamente sia presente e fino alla conclusione della performance degli Amorphis, sarà difficile stimarlo. Infatti l’Unipol sembra quasi vuoto per almeno due ore, quando in realtà i livelli di sicurezza d’entrata sono talmente alti da rallentare in maniera esponenziale lo smaltimento delle file. Tant’è, the show must go on, e quindi con un locale quasi vuoto, gli Amorphis si esibiscono. Nonostante ciò il pubblico è caloroso e tutti i fan presenti si fanno sentire, accogliendo a gran voce la band finlandese.

Come seconda band di supporto assistiamo alla performance meravigliosa e coinvolgente degli svedesi Arch Enemy, capitanati dalla bellissima frontgirl Alissa White-Gluz, che coi suoi capelli blu, il suo vestito in simil armatura e la sua voce degna di qualsiasi cantante growl maschile, cattura la platea come pochi sanno fare. 40 minuti di buona musica e il palazzetto si riempie per intero e a questo punto i fan si fanno sentire e si sentono, mentre gli Arch Enemy terminano di suonare.

I Nightwish cominciano il loro show senza farsi troppo desiderare, partendo subito con “Shudder Before The Beautiful“, prima traccia del loro ultimo disco “Endless Forms Most Beautiful“. Capiamo la limitazione nel poter fotografare solo durante la quarta e quinta canzone (“Wishmaster” e “My Walden”) perché durante la prima tripletta (“Yours Is An Empty Hope“, “Ever Dream” e la già citata opener) non mancheranno gli effetti pirotecnici e fuochi artificiali che scalderanno la temperatura e gli animi del pubblico. L’intero concerto si svolge con un’alternanza molto equilibrata tra i nuovi e i vecchi pezzi, dal nuovo singolo “Elan” a “Storytime“, fino ai classici come “Nemo” e la stupenda “Stargazers“, merito anche dell’altissima e decisamente competente Floor Jansen che ha saputo regalare emozioni come davvero solo Tarja sapeva fare quando si parla di canto lirico.

Merita un po’ di spazio il Gran Finale, con “The Greatest Show On Earth“. Come nello scorso tour il livello di coinvolgimento emotivo è sempre molto alto. La storia di questo brano parla dell’universo, dal Big Bang alla futura fine dell’umanità, proponendo un finale di ben 23 minuti. L’inizio atmosferico vede le luci puntate sui soli Tuomas alla tastiera e Troy ai fiati mentre sugli schermi si alternano immagini delle stelle e dello spazio. Poi subentra Floor che intona la prima sezione del brano mentre dietro di lei scorrono immagini di animali marini a ricordare l’origine della vita. L’atmosfera cambia con la comparsa di boschi in fiamme e distruzione fino a terminare con esplosioni nucleari. Il finale cantato della lunga suite è un crescendo che si esprime con le voci di Floor e Marco che cantano “We Were Here”, rappresentando la fine dell’umanità. A suggellare il momento non potevano mancare gli effetti pirotecnici, con una vera e propria “bomba” di fuochi con fiamme, scintille e coriandoli sparati verso il pubblico. Un finale decisamente d’effetto, davvero da far venire i brividi.

Durante gli ultimi 8 minuti della traccia, assistiamo ai calorosi saluti dei fan ai Nigthwish, che con un inchino salutano a loro volta il pubblico. Nessun encore, ma va bene così, perchè dopo un finale così carico di emozioni non avrebbe avuto l’effetto desiderato e ben riuscito come quello che abbiamo assistito.

Setlist:

1 Shudder Before The Beautiful
2 Yours Is An Empty Hope
3 Ever Dream
4 Wishmaster
5 My Walden
6 The Islander
7 Elan
8 Weak Fantasy
9 Seven Days to the Wolves
10 Storytime
11 I Want My Tears Back
12 Nemo
13 Stargazers
14 While Your Lips Are Still Red
15 Ghost Love Score
16 Last Ride Of The Day
17 The Greatest Show On Earth

marcella.fava

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Marcella Fava nasce a Reggio Emilia il 30 aprile 1988. Figlia d’arte, il padre è Antonio Fava, grande scrittore, regista, ma soprattutto attore teatrale e insegnate di Commedia dell’Arte di fama mondiale. La sua prima macchina fotografica è la polaroid di Barbie, all’età di 6 anni, che tutt’ora utilizza per divertimento. Le fotografie vengono fuori di qualità scarsa dati gli anni che ha, ma contengono tanta tenerezza e tanto affetto. Frequenta e si diploma presso il Liceo D’arte “Paolo Toschi” di Parma, a seguire il Centro Sperimentale di Fotografia “Ansel Adams” di Roma fino ad ottenere il Postgraduate Certificate in Professional Studies – Photography presso il Central Saint Martins – College of Art And Design di Londra, specializzandosi in reportage e fotografia analogica. Attualmente è fotografa a tempo pieno con sede a Reggio Emilia (anche se non si nega viaggi reportagistici in girando il mondo) e scatta per Metalus.it da circa 4 anni, unendo insieme alla fotografia l'altra sua grande passione, la musica!

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  1. Matteo

    Ottima recensione. C’ero anche io… Ennesima grande prova di una band ormai di livello assoluto.

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