Deathstars – Recensione: Night Electric Night

Ai Deathstars oggi si può solo obiettare il fatto di essere prigionieri di una formula musicale ben prestabilita, che tuttavia, continua a girare nel verso giusto. “Night Electric Night”, terzo full-length dell’ensemble di Stoccolma, ne è la riprova. Un album che sa essere duro quando è il caso, scanzonato e del tutto ruffiano negli altri frangenti. E se questa volta Whiplasher e soci pescano più che vistosamente dalla new-wave degli anni ’80 (ma dove li hanno trovati dei ritornelli così canterini?), l’altra faccia della medaglia mostra un’oscurità di fondo che non viene mai dismessa.

Un esempio su tutti è un pezzo volutamente tragico come “Via The End”, silenzioso e difficile da digerire, dedicato alla memoria dello scomparso Jon Nodtveidt (ex-frontman dei Dissection), fratello del chitarrista Emil “Nightmare Industries”. E poco importa che la loro proposta sia in buona parte immagine e che dal vivo ogni tanto stecchino (ok, sarebbe meglio di no, ma tant’è…), “Night Electric Night” è un album che li conferma maestri di questo bistrattato metallo elettronico e darkeggiante. Tutti in pista con l’irresistibile titletrack e con l’erotismo ruffiano di “Venus In Arms”, ma anche pronti a godersi brani fieri e muscolari con l’opener “Chertograd”, dalla natura “rammsteiniana” o ancora il taglio vagamente epico di “Babylon”.

Insomma, per quanto non introduca la benché minima innovazione, “Night Electric Night” è un disco godibile dall’inizio alla fine e testimonia l’invidiabile stato di forma della band. Finti e laccati finchè volete, ma ben più di un gruppo di bellocci creato a tavolino per soddisfare le esigenze ormonali delle giovani dark ladies.

Voto recensore
7
Etichetta: Nuclear Blast / Audioglobe

Anno: 2008

Tracklist:

01.Chertograd
02.Night Electric Night
03.Death Dieas Hard
04.Mark Of The Gun
05.Via The End
06.Blood Stains Blondes
07.Babylon
08.The Fuel Ignites
09.Arclight
10.Venus In Arms
11.Opium


andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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