Manowar: pubblicato in Italia il libro di filosofia scritto dalla band

La neonata casa editrice Pollocks Edizioni pubblicherà a breve il libro “Noi Metal Warriors – La filosofia ai tempi dei Manowar“. Si tratta di una vera e propria dissertazione con la quale i membri della band, in particolare Eric Adams e Joey Demaio, intendono sfatare il luogo comune portato avanti ormai da tempo secondo cui i Manowar sono persone superficiali e dedite solo al culto dell’apparenza all’insegna dell’hevy metal duro e puro.

Il libro sarà presto disponibile in formato cartaceo ed e-book.

Questa la dichiarazione di Adams:

Oltre al canto, alla caccia e all’heavy metal, ho un’altra passione: la filosofia! Non lo credevate possibile, vero? Scoprite, con l’acquisto di questo libro, quanti significati filosofici hanno le nostre canzoni!

Questo il testo della quarta di copertina:

Questo libro vi permetterà di scoprire un aspetto nascosto di uno dei gruppi più amati dell’heavy metal internazionale. Ebbene sì, anche ai Manowar piace la filosofia!

“Whimps and posers leave the hall”. Quante volte abbiamo sentito questa frase, una delle più celebri tratte dalla discografia dei Manowar? Eppure, la band statunitense è stata fraintesa il più delle volte. Dietro un’apparenza tutta muscoli, machismo e superficialità, i musicisti intendono esprimere un disagio latente che va ben oltre il significato letterale dei loro testi. Anche la rumorosità, ormai proverbiale, dei loro concerti, è una manifestazione di una filosofia di vita che intende, attraverso il rumore, esprimere un turbamento globale. La filosofia di fondo dei Manowar viene quindi sviscerata in tutti i suoi significati più profondi, con riferimenti ad autori classici, in particolare Parmenide e Anassimandro che, con il suo modello meccanico del mondo, ha fatto da apripista a una serie di concetti attuali anche ora. 

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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