Il nuovo album

Il nuovo album dei Soilwork è stato posticipato a maggio. Il disco non ha ancora titolo, ma già si conoscono alcuni dei titoli che andranno a farne parte: 01. Downfall 24 02. Brickwalker 03. Cranking the Sirens 04. Departure Plan 05. Overload 06. Rejection Role

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Mortiis: “The Smell of Rain” – Intervista

The Smell of Rain’ ha lasciato tutti di stucco, dai suoi fan più accaniti a quelli che l’hanno sempre considerato un po’ il giullare del metal. Ma cosa può aver portato ad un simile cambiamento nella musica di Mortiis? Perchè non chiederlo proprio a lui?

Ti dico subito che ‘The Smell of Rain’ mi è piaciuto parecchio, ma come potrai immaginare, mi ha disorientato molto. Non ha nulla a che fare con i tuoi precedenti lavori, tantomeno con i tuoi progetti paralleli. A cosa dobbiamo i cambiamenti che ti hanno portato a registrare un disco così insolito?

Per prima cosa ci sono stati parecchi cambiamenti a livello personale che ho dovuto affrontare prima di rimettermi a far musica. Quando ebbi finito di registrare ‘The Stargate’ provai una profonda delusione, una grande mancanza di passione per quello che stavo facendo, per la musica che stavo suonando in quel periodo. Mi sono guardato attorno per cercare di capire cosa volessi fare. E non ci è voluto molto prima che capissi che questo tipo di musica, intendo, questi mix di chitarre e musica programmata era in realtà quello che volevo fare, oltre che quello che stavo più ascoltando in quel periodo. Questo è il motivo principale, in verità non è che sia stato chissà che cambiamento inteso in generale, quanto un cambiamento nella direzione da seguire, nel modo di lavorare”

Hai registrato questo disco da solo? O hai usato altre persone per aiutarti a realizzarlo?

C’è un gruppo di musicisti dietro l’album, nonostante io abbia scritto tutta la musica. Principalmente perché non sono in grado di suonare tutti gli strumenti, quindi ci sono stati alcuni ragazzi che si sono occupati delle chitarre, del basso, delle percussioni… Sarah Jezebel Deva poi canta anche su questo disco, così come in ‘The Stargate’”.

Sei stato spesso accusato di immobilismo musicale da alcuni critici, ma il suono fresco del tuo ultimo lavoro sorprenderà molti. C’è anche un’intenzione di dimostrar loro quanto si fossero sbagliati?

Non ho mai fatto musica per provare alla gente quanto avessero ragione o quanto avessero torto, ho sempre fatto musica per me stesso. Non sento di dover rendere conto a nessuno del mio percorso musicale o della mia crescita se non a me stesso. Migliorare sempre è uno dei miei più importanti stimoli, indipendentemente dal tipo di musica, dovessi anche registrare un disco di drum’n’base. Certo, ho ricevuto molte critiche in passato, ma probabilmente perché la mia musica non era quella che sarebbe dovuta essere, non era più metal, era in gran parte realizzata da campionamenti e sintetizzatori e anche perché la mia immagine è piuttosto forte. Sai, spesso la gente tende a disapprovare l’uso dell’immaginazione nella musica, e questo mi risulta veramente strano. Se hai la possibilità di combinare l’aspetto visuale con quello musicale, perché non farlo? Sarebbe divertente comunque vedere certa gente rimangiarsi le parole adesso. Ripeto che non è questo lo scopo della mia musica, ma sarebbe comunque una piccola rivincita.”

Canti molto in questo disco. Come ti senti in questo nuovo ruolo di cantante? Hai incontrato qualche difficoltà?

Beh, certo, io non ho mai cantato prima d’ora e non ho avuto nemmeno troppo tempo per provare prima di iniziare a registrare l’album. Per un cantante senza esperienza come me, la cosa peggiore è superare la paura iniziale, ma è una paura che poi passa, simile a quella di premere o meno i tasti giusto sulla tastiera. In ogni caso quando ti registri, hai sempre la possibilità di registrarti di nuovo, non devi per forza tenere il primo tentativo, ma puoi continuare a provarci finché non ottieni il risultato che cerchi.”

Domanda classica… Cosa ascolti in questo periodo? Qualche fonte di ispirazione per il tuo attuale lavoro?

Se per caso non si capiva, mi sono sempre piaciuti i Nine Inch Nails, praticamente li ascolto fino alla nausea. Poi mi sto scoprendo un grande fan di David Bowie, e soprattutto di Peter Gabriel, che ha registrato alcune cose semplicemente incredibili.”

Cos’è rimasto del vecchio Mortiis? Intendo, cos’è rimasto del Mortiis dei primi dischi, e delle sue visioni oscure e negative?

Personalmente penso che l’attuale Mortiis, emotivamente parlando, sia ancora più negativo di prima, per via di problemi personali ed esperienze accumulate negli ultimi anni e soprattutto perché, rispetto a ora, gli stati mentali negativi di Mortiis hanno sempre avuto come background dimensioni parallele quindi non sono mai state molto negative dal punto di vista reale e la musica era in qualche modo primitiva. A parte quello non so cosa sia rimasto veramente… senza dubbio è rimasta la volontà di fare qualcosa di diverso, qualcosa che sia mio, ed è quello che ho sempre cercato di fare, cosa molto importante per me. Mi rendo conto che ora la mia musica è diversa, più simile a quella di altre band ma sto cercando comunque di mantenere una mia identità. Questo sono sempre io. E’ come una seconda era, naturalmente, ma sono sempre io, magari non dal punto di vista della musica, ma sicuramente dal punto di vista dell’attitudine, della mentalità”

Un’altro lato di Mortiis che ho sempre apprezzato è stato il tuo humor. Le tue origini sono nel black metal e la tua è una qualità realmente rara, in una scena musicale dominata da persone che si prendono semplicemente troppo sul serio. Cosa ne pensi di questi crociati della musica?

Mmh… Intendi quella gente che intende avere messaggi nella propria musica?”

No, intendo più che altro quei personaggi privi di qualsiasi senso dell’umorismo.

Oh, ho capito. Mah, no so cosa pensare, io faccio semplicemente la mia musica… Certo, ci sono alcuni passaggi nelle mie canzoni che effettivamente hanno momenti umoristici, ma sono solo momenti, per esempio in ‘ Antimental’, che penso sia particolarmente divertente soprattutto per il fatto che non è stata pianificata. Quando stavo lavorando alla canzone stavo provando diversi approcci per avvicinarmi a un certo tipo di musica e uno di questi si è rivelato la musica dei film porno anni ’70, hai presente no? Se non ne hai mai visto uno fallo, perché queste colonne sonore sono veramente grandi, funke ggianti e comunque è roba abbastanza economica. Dicevo, lavorando sulla canzone alla fine decisi di tenere questa parte un po’ come una sorpresa, qualcosa che la gente non si sarebbe aspettato, sentirmi cantare cose come porn fuck babe… Immagino tu intenda questo come parte umoristica della mia musica. In realtà, c’è molta gente priva di senso dell’umorismo, ma questi sono problemi loro. Personalmente penso sia necessario avere del senso dell’umorismo almeno a livello personale, in modo da non essere considerato noioso. Noioso e presuntuoso, e non ho proprio intenzione di diventare così. Naturalmente per certi versi io mi prendo molto sul serio, altrimenti non avrei alcun posto nel music business, che è una cosa molto seria, Mortiis è una cosa che mi diverte ma non vorrei che si pensasse che sia uno scherzo per me”

Come vedi il futuro della musica? Penso che l’elettronica sovrasterà tutto il resto? O pensi che ci sia ancora posto per la musica suonata più tradizionalmente?

Beh, la musica come tutte le altre cose si evolve col tempo. Cent’anni fa non c’erano le chitarre elettriche. Anche solo tornando indietro di trent’anni, le tastiere erano poco diffuse, poi si sono evolute in sintetizzatori, campionatori, sequencer. Ognuno usa l’equipaggiamento disponibile nel tempo in cui opera, e al giorno d’oggi è veramente facile e comodo usare attrezzature elettroniche. Non sono comunque un grande esperto, a me piace la musica in generale e penso che i computer in quanto tali siano una rottura di coglioni ma per fare certa musica, come quella che faccio io oggi, siano un male necessario. Non li capirò mai bene, ma li devo usare per forza. Penso che comunque l’elettronica, e con questa intendo computer, programmi musicali, synth, campionatori, tastiere, saranno sempre più usati e sempre più diffusi nella musica, anche perché se ci pensi bene, oggi sono una possibilità molto più di quanto non lo fossero vent’anni fa, economicamente parlando. D’altra parte penso che il concetto di musica suonata, live, umana non possa estinguersi veramente, ha una certa dose di romanticismo, come il fatto di scrivere la musica su carta prima di suonarla. Penso che molta gente sia ancora attaccata a cose come questa. Personalmente la musica elettronica pura mi diverte per un po’, ma non ci vuole molto perché inizi ad annoiarmi. Preferisco decisamente l’unione dell’elemento umano, come la chitarra o la voce, con l’elemento digitale, parte suonata e parte programmata, ma a parte questo non mi sento in grado di fare previsioni.”

Ultima domanda. I tuoi vecchi concerti erano particolarmente teatrali e cupi. Quelli futuri, visto il deciso cambiamento musicale, saranno più rock?

Mi piacerebbe poter fare un miscuglio delle due cose, un po’ di parte teatrale e un po’ più live show, ma questo dipenderà anche dalle possibilità economiche che avremo, da quanto ci darà l’etichetta per organizzare i concerti.”

Bene. Null’altro da chiedere, se non quello di considerare l’Italia per il tuo prossimo tour!

Lo farò sicuramente!”

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