New Horizon – Recensione: Conquerors

Dopo l’ottimo esordio registrato con l’uscita di “Gate Of The Gods” (2022) è tempo di aggiungere un nuovo tassello al cammino dei New Horizon, progetto del tastierista degli H.E.A.T. Jona Tee. Se in quella prima occasione l’interpretazione delle parti vocali era stata affidata ad “un certo” Erik Grönwall, cantante degli H.E.A.T. per quasi dieci anni e poi passato agli Skid Row, prima che importanti motivi di salute lo costringessero ad interrompere la collaborazione, oggi al microfono troviamo un altro musicista collaudato: ai fan di Dynazty ed Amaranthe il nome di Nils Molin suonerà infatti piuttosto famigliare. Contemplando anche una folta schiera di musicisti ospiti, “Conquerors” si compone di dieci tracce e – a giudicare dalla copertina e dai titoli dei brani – si presenta come un lavoro dalla forte componente epica, ulteriormente esaltata da elementi sinfonici. Un’antologia tematica, per dirla ancora meglio, alla ricerca dei momenti che hanno cambiato la storia e degli uomini che hanno reso possibili questi cambiamenti. L’avvio veloce di “Against The Odds” testimonia uno sviluppo melodico e tutto sommato tradizionale, capace di attingere in uguale misura tanto dallo speed potente dei Judas Priest quanto dalle strutture più agili del sinfonico moderno. Che Tee e Molin condividano l’amore per il power più classico, fatto di ritmiche dirompenti ed assoli che definire “infuocati” è-odioso-ma-ci-sta, risulta piuttosto lampante: l’assalto è continuo, chiaramente scandito e soprattutto divertente, perché i New Horizon danno davvero l’impressione di non volersi risparmiare.

Energia ed entusiasmo arrivano inequivocabili e diretti, per quanto la seguente “King Of Kings” si ponga su un livello di trascinamento appena inferiore: il secondo brano è infatti un po’ più didascalico e prevedibile (come quel periodo in cui gli Hammerfall sembravano così stanchi), con gli intermezzi di voce ed organo a spezzare – almeno in parte – la monotonia. Con il passare dei minuti, che rimangono godevoli, ci si accorge che “Conquerors” è un lavoro frutto più della passione che del calcolo, traboccante di un’energia da apprezzare più per la sua natura sincera che per l’eleganza dei risultati raggiunti: nonostante non vi sia niente di particolarmente memorabile, che dopo tutto questo sembrerebbe essere un degno side-project ma nulla di più, la continua spinta offerta dall’interpretazione di Molin rende la sua voce lo strumento più apprezzabile del disco ed un sicuro elemento di richiamo. Il mix di coinvolgimento e tecnica è notevole (“Daimyo”, “Messenger Of The Stars” e lo scoppiettante duetto con Elize Ryd), probabilmente esaltato anche da una libertà espressiva della quale lo stesso cantante svedese non gode negli altri progetti in cui risulta impegnato. Impossibile non citare anche il trasporto con il quale viene interpretata “Alexander The Great”, in una versione rispettosa che davvero non fa rimpiangere l’originale degli Iron Maiden targato 1986.

Qui alla potenza non ci sono limiti, il drumming di Georg Härnsten Egg è ben felice di assecondare ogni fuga e, in tutta onestà, anche la maggior parte dei ritornelli conquistano per la loro bontà semplice, che nel Paese europeo nel quale si consuma la maggior quantità di biscotti rappresenta una virtù senza pretese, forse, ma apprezzata ogni mattina. Forte anche di un concept istrionico ed un po’ caciarone che – pur senza ingabbiare – non può prescindere dalla sua componente epica, “Conquerors” mette subito le carte in chiaro, un’onestà per la quale viene voglia di ringraziarlo ancora prima di apprezzarlo: bandite dunque varietà e sperimentazione, una volta accettata la sua uniformità (“Edge Of Insanity”) non rimane altro che concentrarsi sulla sua energia e sul suo gusto power, perché è questo il modo migliore per godere di uno spettacolo senza indecisioni né cali di tono, che in alcune occasioni mi ha ricordato – ed è un complimento – le produzioni meno ambiziose e più ruspanti degli Stratovarius.

La dimensione relativamente piccola del progetto diventa allora la sua più grande fortuna, perché è grazie all’immediatezza con la quale si delimita la proposta di questo diorama che l’ascolto del disco diventa così facile, spensierato e mai veramente banale: la presenza di canzoni di oltre sei minuti (come “Apollo”) dimostra infine la qualità e la duttilità di un songwriting decente, e capace di tenere alta l’attenzione anche quando non è possibile rifugiarsi in una banale successione di strofe e ritornelli. Per apprezzare le qualità dei grandi dischi abbiamo bisogno non solo di ascoltare ogni tanto qualcosa di veramente brutto, giusto per esasperare il contrasto ed alimentare il bisogno, ma anche di un buon contorno che ci permetta di elaborare e comprendere l’unicità di certe, rare, produzioni. “Conquerors” assolve benissimo proprio a questo compito da sparring partner, rappresentando una pietra di paragone insostituibile per stabilire gerarchie, arricchire la propria capacità critica e separare – senza sensi di colpa – il bello dal bellissimo. Da questo punto di vista il nuovo lavoro di Tee e Molin non rappresenta certamente un ascolto necessario, ma un lavoro necessario a tenere alta l’asticella per i pochi che possono fare meglio di loro.

Etichetta: Frontiers Music

Anno: 2024

Tracklist: 01. Against the Odds 02. King of Kings 03. Daimyo 04. Shadow Warrior 05. Apollo 06. Fallout War 07. Messenger of the Stars 08. Before the Dawn 09. Edge of Insanity 10. Alexander the Great (356-323 B.C.)
Sito Web: facebook.com/newhorizonworld

Marco Soprani

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Folgorato in tenera età dalle note ruvide di Rock'n'Roll dei Motorhead (1987), Marco ama fare & imparare: batterista/compositore di incompresa grandezza ed efficace comunicatore, ha venduto case, lavorato in un sindacato, scritto dialoghi per una skill di cucina e preso una laurea. Sfuggente ed allo stesso tempo bisognoso di attenzioni come certi gatti, è un romagnolo-aspirante-scandinavo appassionato di storytelling, efficienza ed interfacce, assai determinato a non decidere mai - nemmeno se privato delle sue collezioni di videogiochi e cuffie HiFi - cosa farà da grande.

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