Sunn O))): “Nero, lento e vibrante” – Intervista

Difficile trovare spiegazioni adeguate davanti ad un disco tanto estremo, chiuso in sé stesso e probabilmente compiuto solo nelle menti dei propri creatori. Vibrazioni nere e reiterate, sufficienti per scuotere la stanza e -immagino- quasi insostenibili se sperimentate dal vivo. Power-ambient-drones da far deflagrare a volume esagerato, questo sono i Sunn O))).

Da dove nasce il progetto Sunn O)))? Come avete insomma maturato una forma musicale così estrema e fuori dagli schemi?

Sostanzialmente abbiamo notato che apprezzavamo un certo tipo di musica molto lenta e cupa, come quella dei Thergothon o quella dei Disembowlement, e abbiamo provato ad estremizzare quella lezione, giocando in maniera insistente sui toni bassi, su drone ambientali oscuri e destrutturati. So che questo ha spaventato molta gente, che non sapeva che reazione avere davanti al disco. Anche gli Earth sono stati una grande influenza sul lavoro che abbiamo svolto!

Come avete lavorato in studio, invece? Improvvisazione o quale altro metodo?

Ognuno di noi vive in un posto diverso, io sto a New York, gli altri a Los Angeles, e a causa di questo abbiamo deciso di lavorare in maniera indipendente su un pezzo per uno, almeno, per poi aggiungere gli ultimi tocchi mentre saremmo stati in studio insieme. Ognuno avrebbe scritto un pezzo quasi da capo a piedi, insomma, e gli altri avrebbero solo partecipato alla registrazione. In realtà le cose sono andate in maniera parecchio diversa, perché alla fine abbiamo improvvisato molto di più in studio di quanto ci aspettassimo, praticamente i pezzi sono nati lì, con 2 chitarre e un basso. Decidevamo qualcosa sulla struttura, ma ci lasciavamo andare tantissimo a quello che ci passava per la testa.

E qual è stato quindi il ruolo di Scott Reeder (Bassista di Kyuss e Unida, e produttore del disco)? Sicuramente è uno che di basse frequenze se ne intende parecchio…

Oh, ci puoi giurare che se ne intende (Ride)! Lui è un amico da anni ormai, ci conosciamo bene e abbiamo pensato che in studio ci potesse dare una mano a tirare insieme i pezzi, potesse insomma guidarci un po’ e aiutarci nelle improvvisazioni, un po’ come una guida spirituale! E inoltre non dimentichiamoci che è una grandissima persona, ed era comunque un piacere averlo in studio e passare del tempo con lui. I contorni del progetto non sono mai stati particolarmente definiti, quindi certamente è stata utile la presenza di Scott con noi.

Se avete finito con l’improvvisare in studio, immagino cosa avete fatto dal vivo, nelle date con gli Orange Goblin e i Goatsnake (ovviamente)…

In effetti è stato tutto molto strano, perché ci siamo incontrati per la prima volta dopo le registrazioni solo al club, per il primo concerto. Siamo arrivati indipendentemente (loro viaggiavano con i Goatsnake) e un po’ prima di salire sul palco ci siamo trovati intorno ad un tavolo e abbiamo parlato per 5 o 10 minuti di quello che avremmo proposto. Tutto è stato deciso molto velocemente, e hai indovinato sul fatto che l’improvvisazione è stata totalmente fondamentale. In tutti i concerti decidevamo solo un punto di partenza, una parte che sapessimo suonare tutti, e poi sul palco ognuno poteva improvvisare, e a turno gli si andava dietro, cercando una “vibrazione” comune. Era un’esperienza molto intensa, e dopo pochissime date gli altri membri dei Goatsnake e alcuni ragazzi degli Orange Goblin salivano on stage con noi e si sedevano o sdraiavano da qualche parte per poter sentire il palco che tremava per il volume e le frequenze bassissime che utilizzavamo.

Ecco. Il volume, ancor più di qualsiasi droga, mi pare un aspetto fondamentale nei Sunn 0)))…

Verissimo, anche perché, per esempio, io non fumo quasi più. Il volume è assolutamente fondamentale, il nostro disco va ascoltato a volume assordante, e nei concerti abbiamo bisogno di avere l’impianto al massimo.

E’ abbastanza difficile comunque accostare un’immagine di sobrietà alla vostra musica…

Sicuramente molti penseranno che il modo migliore di “utilizzare” ’00 Void’ sia da “stonati”, dopo aver fumato insomma, ma non sono d’accordo, e se si prova ad ascoltare il disco con lo stereo al massimo credo che chiunque sarà d’accordo, quando si vedrà tremare la camera (Ride)! Tra le altre cose, non so quanto possa essere piacevole una “esperienza psichedelica” con la nostra musica come accompagnamento.

Il bad trip è dietro l’angolo…

Intendo esattamente questo. Una musica così scura e ripetitiva non può che portare a svegliare la parte “cattiva” del tuo subconscio. Non so come altro descriverla, ma credo tu abbia capito. Non so cosa si potrebbe ricavarne, insomma.

Impossibile darti torto. Cambiando parzialmente discorso: la vostra attitudine è -chiaramente dal vostro punto di vista- “sperimentale” o nasce solo dalla passione per il “noise”, strettamente inteso?

E’ solo una questione di termini. Molti riterranno ’00 Void’ “experimental shit”, altri si concentreranno esclusivamente sul fattore più puramente rumoroso. Per noi è sicuramente “sperimentale”, nel senso che non abbiamo mai provato un approccio del genere, è stata un’esperienza assolutamente nuova. Per alcuni ascoltatori potrà non esserlo, ma ovviamente non è affar nostro: abbiamo voluto lavorare in questo modo e l’abbiamo fatto, se a qualcuno piaceranno i risultati, tanto meglio! Ci piace sentire quello che la gente pensa del progetto Sunn 0)))…anzi, hai già idea di come sia stato accolto in Italia?

In realtà ho visto poche recensioni finora, le opinioni erano sostanzialmente di 2 categorie, in fondo riconducibili a quello che ti dicevo prima: chi è stato spaventato -o magari anche disgustato- dalla pesantezza, dalla lentezza o dalla mancanza di strutturazione dei pezzi. Altri invece rimangono affascinati dalla colate di rumore, e sono quelli che vedono una funzionalità più “ambientale” nel disco.

Capisco bene, ed è quello che ci aspettavamo. L’utilizzo “ambient” della nostra musica è anche secondo noi decisamente adatto e calzante, i nostri sono landscapes, orizzonti di suono disturbati da nuvole nere. Il tutto, lo ribadisco, ad un volume mostruoso. Pensa che il nostro primo disco, pubblicato negli Stati Uniti su Hydrahead, era ancora più lungo e scuro. C’era un pezzo che arrivava a 21 minuti, cazzo! (Ride). In ogni modo, noi siamo soddisfatti di quello che è stato fatto, per bizzarro e ostile che suoni, speriamo che qualcuno riesca a mettersi nel mood mentale per poterne carpire l’essenza.

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