Gallows End – Recensione: Nemesis Divine

Prendete tre ormai ex “giovanotti” svedesi, cresciuti ad Helloween e Iron Maiden, accompagnateli ad un batterista poco più che ventenne, e fategli incidere un disco di heavy metal. Questi sono i Gallows End, band svedese che dell’heavy metal ha fatto la propria ragione di vita. Un album di dodici tracce, ben suonate certo, ma che di poco si allontanano dai canoni di un heavy metal classico quanto diretto e a tratti scontato. Il leader Thord Klarstorm primeggia su tutti, come chitarrista e come cantante, lasciando poco spazio (anche nella produzione finale), ai restanti membri della band. Un disco che non ha la pretesa di cambiare il mondo dell’heavy mondiale, ma che vorrebbe appoggiare le proprie radici su riff di chitarra avvincenti e coinvolgenti. Compito riuscito a metà, questo, poichè di questo disco, ci si può stancare dopo poco. Songwriting “base” per tutta la durata dei quasi 60′, riff simili uno all’altro, parti di batteria non troppo heavy nè troppo thrash. Insomma, un incrocio stilistico riuscito in parte, quello dei Gallows End. Punti cardine: l’opener “Nemesis Divine (Trial Of The Gods)”, e l’ultima “Riders Of The North”, pezzo dalle sfumature “epic-prog”, la cui durata supera i 10′. Si può dare di più, molto di più.

Voto recensore
6
Etichetta: Farvahar Records

Anno: 2010

Tracklist: 01. Nemesis Divine (Trial of the Gods)
02. Soul Collector
03. Kingdom of the Damned
04. No Return
05. The Curse
06. Set the World in Flames
07. Not Your Own
08. Different Eyes
09. The End
10. The Unborn Flag
11. Storm of Fate
12. Riders of the North

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