Domine: “Nel segno del meta” – Intervista

Con due album all’attivo, un cantante che può vantare di essere parte della storia del metal italiano, I Domine sono senza dubbio una delle più importanti realtà che hanno calcato le assi del palco del Gods Of Metal. Occasione da non lasciarsi sfuggire per fare due chiacchiere con la band poco dopo il loro live set.

A caldo, le vostre impressioni sul concerto

“(Enrico Paoli): Ci siamo trovati benissimo, oltre ogni tipo di aspettative, quando ti ritrovi i ragazzi che cantano le canzoni, conoscono gli assoli, ti seguono in questo modo e con questo calore credo sia una cosa molto appagante. Poi le reazioni ad ogni minimo gesto e per noi questa non è una cosa da tutti i giorni. Solitamente suoniamo in posti più raccolti e il pubblico così numeroso del Gods Of Metal è una carica molto importante”.

Un compito, quindi, meno difficile del previsto anche per il vostro front man, Morby, soddisfatto del concerto?

“(Morby): La soddisfazione è che se Cristo esiste, qualcosa prima o poi viene fuori. Dopo tutti gli anni di duro lavoro, sono momenti come questi che ti fanno stare bene. Si, oggi è proprio una bellissima giornata.”

Qual è stato il responso riservato a ‘Dragonlord’, com’ è andata con il disco uscito da diverso tempo ormai?

“(Enrico Paoli): Siamo molto contenti di come siano andate le cose. Eravamo già felici all’uscita dello studio: il solo fatto di aver finito il secondo disco e che fosse proprio come lo avevamo pensato è stata la priam grande vittoria. Nel metal, soprattutto in Italia, vai avanti moto più con la passione che con I soldi che riesci a fare, per cui già l’aver realizzato una cosa che ci piacesse è stato bellissimo.”

“(Morby): Quando esci dallo studio e quello che hai fatto ti soddisfa appieno, l’ho sperimentato la prima volta con ‘Dragonlord’. Prima ho sempre trovato dei difetti nei dischi che ho inciso, questa volta invece ero convinto di tutto al 100%.”

“(Enrico Paoli): Altre soddisfazioni poi sono arrivate dall’avere il disco pubblicato in Brasile, Giappone e da Metal Blade negli Stati Uniti, oltre al fatto di avere la possibilità di suonare in un tour europeo e quella di essere qui oggi”

Come mai avete inserito la vostra versione di Mars, dai Pianeti di Holst, all’interno di ‘Dragonlord’?

“(Enrico Paoli): Sono quelle idee che nascono per caso. Quando compongo sono molto aperto a qualsiasi tipo di ispirazione. Se quel determianto artista mi ispira qualcosa, è giusto rendergliene merito. E’ un omaggio e non un saccheggio, visto che moltissimi gruppi metal hanno utilizzato le armonie di ‘Mars’ appropriandosene cambiando qualche nota qui e là. Abbiamo reso tributo ad un grande musicista, insomma, in modo onesto”.

Anche vedendovi sul palco, una delle cose che si possono dire di Domine, è che è un gruppo onesto. Come si concilia questo, oggi, con il music business?

“(Enrico Paoli): Nella scena metal italiana ci si sente strani, all’ interno del gruppo invece c’è un grande feeling, ci sentiamo davvero una band.”

”(Morby): Ci sono poi quelle cose che capitano come per magia, siamo trasparenti tra di noi e nei rapporti fra di noi, senza problemi di ego e cose di questo tipo.”

“(Enrico): Credo che l’affiatamento tra di noi sia anche merito del tour europeo, che ci ha galvanizzati. Sono successe tantissime cose in quei giorni con Agent Steel, Riot e Anvil. Gruppi navigati e modesti, dove noi eravamo i meno noti e gli ‘ultimi arrivati’. Ci hanno fatti sentire a nostro agio, come essere parte di una band di venti persone. Ci siamo anche commossi quando a Milano ci hanno fatto suonare per terzi nel bill, questa credo sia una grande prova dell’amalgama che si era creato. A Tolosa, poi, durante l’ultimo concerto del tour, noi abbiamo ricevuto la visita sul palco degli Agent Steel armati di pizze, restituendo a nostra volta il favore invadendo loro il campo durante il lento per ballarlo come fossimo coppiette. Alla fine della serata, mentre suonavano i Riot, siamo saliti in quaranta sul loro palco, a festeggiare… Insomma, una bella atmosfera”.

Il futuro dei Domine, cosa bolle in pentola?

“(Enrico): Non c’è nulla di definito. Vogliamo arrivare prima al dunque e poi si saprà. Per il momento pensiamo ad un paio di concerti di supporto a Dragonlord, magari al Sud, e poi penseremo al resto.”

Morby, il tuo approccio vocale da ‘Eternal Champion’ a ‘ Dragonlord’ è cambiato parecchio. Com’è successo?

“(Morby):Guarda, siamo entrati in studio, la musica mi dava questa sensazione, mi è piaicuta e mi ci sono avventurato. Mi piace il risultato di slancio, con le armonizzazioni vocali che non avevo mai osato fare. Fra l’altro in studio ero gasatissimo anche da Enrico, addirittura più entusiasta di me”

“(Enrico): Se ti ritrovassi al volante di una Ferrari, la faresti andare a 40 all’ora? (ride)”

La Playlist dei Domine:

Kansas nuovo album

Death – The Sound Of Perseverance

Black Sabbath – Heaven And Hell

Uriah Heep – Un greatest hits

Slipknot – Slipknot

FABIO NEGRI

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