Masterplan: Nel Blu Dipinto Di Blu – Intervista

Per prima cosa ti chiedo di presentarci il nuovo ‘Aeronautics’. Quali pensi che siano le principali differenze con il suo predecessore?

“Personalmente trovo che il nuovo disco sia più vario e in esso l’ascoltatore può trovare un po’ di tutto. Le idee in massima parte vengono da me, Uli e Jorn, di conseguenza il risultato è una combinazione delle nostre scuole e influenze, improntate verso l’hard rock e il metal classico per quanto riguarda me e Uli, verso l’A.O.R., il progressive e la melodia per quanto riguarda Jorn, che anche questa volta si rivela un incredibile performer. Ovviamente non escludiamo nemmeno il contributo apportato dal bassista Jan S. Eckert, già con gli Iron Savior, e dal tastierista Axel Mackenrott. Il nuovo disco è dunque più vario, più maturo e ci puoi trovare un po’di tutto. A mio parere può essere fruibile sia dagli ascoltatori di metal classico sia da coloro che apprezzano un sound più melodico.”

Io trovo che ‘Aeronautics’, pur essendo ancora riconducibile ad un immaginario “power metal”, presenti varie contaminazioni che arrivano dall’hard rock melodico e dall’A.O.R. Sei d’accordo?

“Sì, non ti nascondo che andiamo particolarmente orgogliosi di ‘Aeronautics’ proprio perché presenta una grande varietà e una ricerca sonora che non avevamo affrontato con il debutto. Tutte le parti delle canzoni sono state composte e poi arrangiate in modo il più possibile ragionato perché si potessero incastrare alla perfezione l’una nell’altra, risultando lineari e armoniche. Nel nuovo disco abbiamo cercato inoltre di far confluire tutte le nostre influenze. Il nostro background musicale è particolarmente vasto, su di un continuum temporale lo si può far scorrere tra il 1970 e la fine degli anni ’90. Abbiamo cercato di prendere spunto da tutto quanto sia rock.”

Un brano che mi ha veramente impressionato è ‘Back For My Life’, che ho già avuto occasione di ascoltare sul recente miniCD. Un brano compatto ma altrettanto orecchiabile che pare studiato nei particolari per diventare un nuovo inno della band, non è così?

“Le idee principali per la stesura di quel pezzo vengono dal nostro tastierista, Axel Mackenrott, e per questo può sembrare un pizzico atipico rispetto all’abituale sound dei Masterplan, che come dicevo, arriva in massima parte da me, Uli e Jorn. E’ un brano perfetto come singolo apripista e lo abbiamo registrato anche in un’altra versione, più snella e lineare, adatta ai passaggi radiofonici. E’ forse la canzone più “A.O.R.” e ideale per essere passata dalle radio. Chissà, grazie a ‘Back For My Life magari i Masterplan riusciranno a fare breccia anche nei cuori delle casalinghe che ci ascolteranno, ah,ah,ah!”

Un’altra canzone che ho apprezzato in modo particolare è ‘Black In The Burn’, una lunga suite nella quale sembrano confluire vari stili…

“Certo, il brano ‘Black In The Burn’ presenta la band al suo top. E’ una canzone aggressiva, o meglio, “potente” ma anche carica di atmosfera e melodia. Ognuno di noi ha lasciato che in essa confluissero le proprie influenze e per questo è diventata una suite molto lunga ed elaborata. Jorn ha contribuito con una prestazione vocale eccellente. Inizialmente la canzone doveva essere molto più snella, poi si è trasformata in un brano lungo e complesso durante le fasi di composizione. Personalmente, e qui credo di parlare anche per Uli, rappresenta una forte maturazione musicale che segna il definitivo distacco da quanto è stato fatto negli Helloween.”

A proposito di Helloween, posso chiederti se non ti capita mai di avere dei rimpianti?

“Certo, non ci sono problemi. Ti rispondo sinceramente di no, non ho nessun rimpianto, quel che è stato è stato. Gli Helloween mi hanno aiutato a crescere, grazie alla band e agli insegnamenti di Weicky (Michael Weikath, chitarrista nonché burbero leader delle Zucche, n.d.a.) sono diventato un musicista a tutto tondo. Provo tuttora una forte stima per i ragazzi della band e posso solo ringraziarli, perché gli Helloween sono stati la migliore scuola che potessi avere.”

Torniamo al nuovo disco. Cosa mi puoi dire della trascinante ‘Headbangers Ballroom’? E’ un omaggio verso i fan dell’heavy metal?

“Sì, possiamo vederla anche come un omaggio agli ascoltatori di heavy metal, ma in realtà il brano è dedicato a un club che si trova dalle mie parti e che si chiama appunto ‘Headbangers Ballroom’. Da sempre l’ ‘Headbangers Ballroom’ è una sorta di tempio per l’heavy metal, è un locale dove almeno una volta ci sono stati tutti i metallari della mia zona. E’ come se fosse un pezzo di storia, per questo abbiamo deciso di dedicargli una canzone.”

La biografia dice che ‘Aeronautics’ parla del desiderio di volare, del fascino che questo trasmette. E’ vero? E più in generale a cosa si riferiscono i testi?

“Dunque, ‘Aeronautics’ non è un concept album ma ogni brano è appunto legato da un filo conduttore, quel desiderio di volare e quel fascino che esso trasmette da sempre sull’uomo. Da bambini, quante volte ci è capitato di stare con il naso all’insù a guardare gli uccelli e a chiederci come facessero a librarsi in volo? Oppure passavamo ore a guardare gli aeroplani, immaginando di pilotarli e di poter dominare il cielo. Nei testi parliamo proprio di questo desiderio un po’ fanciullesco e primitivo, nel senso che è da sempre radicato nella natura umana. Tu che sei italiano dovresti saperlo, senz’altro conoscerai bene le macchine volanti di Leonardo…Le fonti di ispirazione per i testi sono numerose e sempre relative al volo nelle sue più varie sfaccettature. Ci sono alcuni riferimenti allo storico film ‘Quei Temerari Sulle Macchine Volanti’ oppure a ‘Casablanca’, ricordi la scena finale quando Ingrid Bergman sale sull’aereo? Per il video di ‘Back For My Life’ ci siamo proprio ispirati a questo film! Jorn farà la parte di Humphrey Bogart, mentre una deliziosa ragazza sarà Ingrid Bergman. Infine, il nostro tastierista Axel farà la parte di Sam, il pianista del film! E’ un video realizzato molto bene, non è il solito video metal continuamente spezzettato dalle esibizioni live, è più una specie di mini film. Speriamo di ottenere molti passaggi, magari anche su MTV!”

Sempre dalla biografia apprendo che vi piace lavorare come una squadra. Confermi? Come vi siete divisi i compiti durante le varie fasi di composizione?

“Sì, ci piace lavorare il più possibile insieme, come se fossimo un vero team, nonostante l’ovvia distanza geografica che c’è tra noi e Jorn. La lavorazione di ‘Aeronautics’ è iniziata nel Febbraio del 2004, quando mi sono trasferito per un brave periodo da Roy Z., a Los Angeles. Roy è mio amico da tempo, insieme abbiamo lavorato alla stesura delle prime idee per l’album, partendo da alcuni miei spunti.

In seguito sono tornato in Germania dove io e Uli abbiamo proseguito nella stesura delle canzoni e ai primi abbozzi dei testi. In estate abbiamo raggiunto Jorn in Norvegia e abbiamo lavorato sulle sue parti vocali, cercando di aggiungere ancora qualcosa al songwriting. Ci siamo fatti anche una breve vacanza sullo yacht di un suo amico, è stato molto divertente!

Negli ultimi mesi dell’anno, quando tutto era pronto ed anche gli altri ragazzi avevano terminato di registrare le loro parti, ci siamo diretti ai Fin-vox studios di Helsinki, dove tutto il lavoro è stato mixato.”

Il primo, omonimo album vi fece conseguire il premio ‘European Boarders Breakers’, riconosciuto al debutto che più ottiene successo di pubblico. Da ‘Aeronautics’ cosa ti aspetti?

“Beh, purtroppo non potremo vincere lo stesso premio visto che viene riconosciuto solo agli album d’esordio, ah,ah,ah! Lo conseguimmo grazie alle forti vendite di ‘Masterplan’ davvero soddisfacenti e inaspettate. Speriamo di ottenere con ‘Aeronautics’ lo stesso successo di pubblico, a quanto ne so il mini sta andando molto bene in Spagna e in Sudamerica. Chissà, speriamo. Non mi fraintendere, non lo dico per vantarmi, ma spero di guadagnarmi un disco d’oro con i Masterplan. Per me sarebbe una soddisfazione immensa. Ne ho diversi ricevuti grazie agli Helloween e se ottenessi lo stesso risultato con i Masterplan che sono una mia creatura, sarebbe il massimo.”

Avete già pianificato delle date dal vivo dopo l’uscita dell’album? Quanto i Masterplan si sentono una live band?

“Siamo senza dubbio una live band, ci piace molto esprimerci dal vivo, anche se abbiamo cinque teste differenti, per cui a volte non è semplice far convivere tutte le nostre esigenze e una medesima visione delle cose durante un evento gratificante ma al tempo stesso fonte di stress come può essere un tour. Inizieremo a girare l’Europa alle fine di Marzo ed è già stata confermata la nostra partecipazione ad alcuni festival estivi, tra cui il Rock Hard Festival. Mi piacerebbe venire anche al vostro Gods Of Metal, ma purtroppo non dipende da me!”

Per concludere, ti chiedo di lasciare un messaggio ai nostri lettori e ai fan italiani dei Masterplan!

“Non vedo l’ora di essere in tour e di potervi vedere! Se non avete paura di volare, anche con la fantasia, non lasciatevi sfuggire il nuovo album! Un saluto e a presto!”

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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