Nocte Obducta – Recensione: Nektar Teil 2: Seen, Flusse, Tagebucher

I romeni Negura Bunget sono certamente tra le realtà più interessanti prodotti dall’underground estremo negli ultimi anni. Con la loro proposta legata ai dettami dell’area black-avanguardista, e comunque mai del tutto prevedibile, i nostri hanno saputo trovare una via d’espressione estremamente personale che li rende di diritto band di culto. Questo mini di venti minuti arriva dopo un periodo di silenzio durato 3 anni, cosa non nuova per un gruppo la cui produzione è stata tutt’altro che frenetica, e prontamente ci riporta tra le atmosfere boschive caratteristiche di un sound dal sapore antico e dall’anima progressiva. Quattro brani, collegati tra loro, tutti ottimamente orchestrati e avvolgenti, con qualche riferimento alla scuola intimista di band come Ulver, Ved Buens Ende, In The Woods e Arcturus. Ambient, black, passagi folk, piccoli acceni elettronici… un movimento inarrestabile di ombre e luci che si alternano in uno streaming narrativo mai troppo criptico, ma reso prezioso da una profondità artistica che non diventa mai semplice vanità. Un gioiellino da custodire in attesa del prossimo album intero.

Voto recensore
6
Etichetta: Supreme Chaos / Andromeda

Anno: 2005

Tracklist:

01.Anis (Desihras Tagebuch Kapitel I)
02.Und Pan Spielt Die Flote (Desihras Tagebuch Kapitel II)
03.Im Siebten Mond (Desihras Tagebuch Kapitel III)
04.Es Fliebe Blut
05.Nektar
06.Atme


andrea.sacchi

view all posts

Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Accedi