Iskald – Recensione: Nedom Og Nord

Il quarto album egli Iskald si propone ancora una volta come un discreto mix fra black metal melodico ed un uso energico di ritmiche vagamente thrash che ben si amalgamano in pezzi tutti mediamente lunghi e trascinanti. I brani sono sei in tutto e Andrè (batteria) e Simon Larsen (tutto il resto) dimostrano di saper lavorare sapientemente sulle atmosfere come dimostrano le parti rallentate e melodiche di “Underwordly” così come sui momenti in cui la potenza e la velocità esplodono con fragore, come nel caso delle accelerazioni di “The Silence”. In realtà, visto che i pezzi variano dai sette minuti e rotti agli oltre nove, le caratteristiche citate si riscontrano in quasi tutte le track se escludiamo le stranezze alla fine della lunga title-track (melodie e ritmica ripetute all’infinito) e le parti di keyboards ambient riuscite in “Nidingsdåd” (così come i cori con voce pulita e stentorea).

Anche dal punto di vista dei suoni non si può non sottolineare l’ottimo lavoro svolto che rende onore a tutti gli strumenti; forse l’unica critica in questo senso può esser rivolta alle linee vocali, troppe volte in secondo piano e quasi impastate con il sound di chitarre e batteria e poco distinte.

La band, usando in parte il nervegese ed in parte l’inglese, tratta di tematiche oscure e dai risvolti personali così come di leggende della tradizione nordica e la cover che raffigura i membri del gruppo (più session) in un paesaggio dominato da montagne e picchi innevati è quanto mai azzeccato.

L’unico problema è quindi che tutti i brani si differenziano di pochissimo e nel corso dei 50 minuti circa di durata si può perdere un po’ l’interesse per l’opera a meno di non essere fan di questo sound. Interessante senza eccessi.

Voto recensore
6
Etichetta: Indie Recordings

Anno: 2014

Tracklist:

01. A Fading Horizon
02. Underworldly
03. Iskald
04. The Silence
05. Nidingsdåd
06. Nedom Og Nord


Sito Web: https://www.facebook.com/iskaldofficial

leonardo.cammi

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Bibliotecario appassionato a tutto il metal (e molto altro) con particolare attenzione per l’epic, il classic, il power, il folk, l’hard rock, l’AOR il black sinfonico e tutto il christian metal. Formato come storico medievalista adora la saggistica storica, i classici e la letteratura fantasy. In Metallus dal 2001.

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