Sieges Even: Navigando… – Intervista a Oliver Holzwarth

Oliver Holzwarth è quello che si direbbe l’artista “ideale” da intervistare…in primis per la sua cordialità e gentilezza, secondariamente perché non si è tirato indietro anche di fronte ad alcune “punzecchiature” sul passato della sua band.

Oliver il vostro rientro oltre ad essere trepidamente atteso da molti prog maniacs è simbolico perché avviene dopo otto anni di silenzio: cosa vi ha spinto a ritornare?

Pensavamo semplicemente che fosse il momento buono per proporre le idee che avevamo raccolto negli ultimi anni; in verità il riavvicinamento mio e di mio fratello Alex a Markus Steffen (chitarrista co-fondatore della band peraltro) è avvenuto nel 2000 quando decidemmo di dar vita al progetto Looking-Glass Self insieme ad Andre Matos (Shaaman, Angra). Presto ci siamo però accorti che quella nuova direzione musicale era quella che avremmo voluto in precedenza per i “nostri” Sieges Even e quindi ci siamo messi alla ricerca di un cantante meno impegnato di Andre…trovando un vero talento come Arno Menses!

Quindi buona parte del merito di questo rientro è legato alla scoperta di Arno?

Certamente! Con lui abbiamo incluso alla band, oltre ad un dotato vocalist, un musicista a tutto tondo…che reclama il suo spazio e che è abile di “fare musica” anche quando è lasciato senza alcun supporto degli altri strumenti. Dal mio punto di vista un vero fuoriclasse…una sorta di “arma” da utilizzare al meglio in futuro.

Invece dal mio punto di vista noto un deciso ritorno alle sonorità di ‘A Sense Of Change’ sei d’accordo?

Direi che è innegabile che con il riavvicinamento a Markus ed al suo stile particolare di approcciarsi alla chitarra sono tornate a galla le sonorità più raffinate che avevamo abbandonato nei primi anni ’90; ovviamente tali sonorità sono rapportate all’anno 2005 quindi non dimentichiamo tutte le esperienze che abbiamo avuto come musicisti in questo lasso di tempo.

Ti riferisci alle “escursioni” in campo metal dei fratelli Holzwarth?

Esattamente: io, come saprai sono turnista nei Blind Guardian mentre Alex suona ormai da qualche tempo nei Rhapsody. Queste scariche adrenaliniche che ci forniscono quelle composizioni ed il cosiddetto “metal approach” ovviamente hanno avuto una ripercussione nella composizione del nuovo materiale dei Sieges Even…lo si nota soprattutto nell’uso della doppia cassa ed in alcune rullate che si contrappongono agli arpeggi di chitarra.

Siete rimasti in contatto con gli ex membri del gruppo?

È un argomento che preferirei non trattare…

Quindi immagino, dato che non li hai neanche citati, che non ricorderai con particolare piacere due album molto amati dai fan come ‘Sophisticated’ e ‘Uneven’?

Il discorso non è tanto artistico perché pur non riconoscendomi in quei due lavori, ritengo che tecnicamente fossero molto validi anche se troppo esasperati…io stesso non riesco tuttora ad ascoltarli per intero. Il fatto è che Wolfgang Zenk ebbe un peso notevole a livello compositivo per quei due CD e questo non sarebbe un male se non fosse per il brutto periodo che vivemmo a livello umano e nei rapporti interpersonali; ripeto, preferisco non scendere in particolari ma ti dico che oggi la situazione è decisamente più “cool” rispetto a qualche anno fa.

Cambiamo argomento: pensate di promuovere adeguatamente dal vivo ‘The Art Of Navigating By The Stars ‘?

Stiamo trattando con il nostro management proprio in questi giorni per l’organizzazione di un mini tour europeo che dovrebbe durare all’incirca due settimane e che speriamo tocchi anche l’Italia e Milano in particolare. Questo sarà probabilmente un co-headlining tour insieme ai nostri compagni d’etichetta DeadSoul Tribe che stanno anch’essi per pubblicare un nuovo album. Per ora comunque abbiamo fissato solo due date estemporanee in Grecia ed in Russia a Dicembre…anche perché io sarò impegnato successivamente nel tour mondiale dei Blind Guardian.

State quindi ricevendo un buon appoggio anche dalla vostra nuova etichetta Inside Out?

Sì e no…mi spiego: da un punto di vista professionale non possiamo imputare nulla alla Inside Out e siamo fieri di far parte di cotanto roster ma a livello di marketing e pubblicità ci sono state a mio modo di vedere alcune pecche. Mi riferisco al fatto che qui in Germania siamo già alla seconda tiratura del CD perché nella prima erano state previste pochissime copie; il che non è buono perché ci sono già arrivate molte mail da parte dei fan che ci chiedevano spiegazioni sulla scarsa reperibilità del prodotto. Comunque stiamo cercando di ovviare al problema…e presto ‘The Art Of Navigating By The Stars’ sarà disponibile ovunque.

Speriamo allora di vedervi in inverno dalle nostre parti?

Lo spero vivamente…abbiamo voglia di calcare i palchi italiani ed onestamente siamo un po’ stufi di bere birra…cosa c’è di meglio di un bel bicchiere di “rosso” italiano? A presto!

SIEGES EVEN ‘The Art Of Navigating By The Stars’

alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

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