Carrick – Recensione: Nasty Affair

Direi che non è affatto un brutto affare scegliere di chiamarsi Carrick, come il noto centrocampista del Manchester United. Per quanto Carrick abbia sudato e lottato in campo per arrivare dove è adesso, ai nostri Carrick italiani sta portando molta fortuna. Ma si sa, la fortuna non basta, nel calcio come nella musica: bisogna avere stoffa, talento, quel dono che non tutti possiedono. E i Carrick dimostrano di essere molto carichi. Il nome non è l’unico gancio con la terra britannica. I Carrick si muovono nella nebbia della brianza che non è molto diversa da quella inglese. Ma non è questo il fattore fondamentale. Questi giovani ventenni, già al primo ascolto, sembrano avere tutte le credenziali ritrattistiche del brit pop inglese. Sembra di vedere Liam Gallagher con la testa alta verso il microfono e la voce sicura e un po’ arrogante che lo contraddistingue. Ma la differenza qual è? Che in questo caso i Carrick non tengono le mani dietro la schiena come Liam, non si limitano a mostrare un pò di spocchia inglese. Ma cercano di andare oltre. I Carrick non si limitano ad essere una copia di tante copie del brit pop; uniscono a una voce un po’ sguaiata, senza timori, sbarazzina, sicura di sè, attraente, un basso picchiato con le dita che sembra ricordare il sound funky di Flea dei Red Hot Chili Peppers; e ancora una chitarra e una batteria molto garage-rock, dure, sporche, che in alcuni brani prendono quel plus psichedelico, sperimentale. Ecco perchè i Carrick vanno ben oltre il sound britannico. “Nasty Affair” è l’unione di tutto questo. E’ un album che viaggia nella maggior parte delle tracce su questa linea. Scorre fluido, liscio e dà quella sensazione di freschezza da cui non si vorrebbe uscire. Le uniche tracce meno veloci e più mid tempo sono “Back One Step” e “Transplant Of Life”, con un occhio di riguardo a quest’ultima, tra le mie preferite, che ha un chorus che entra subito in testa e trascina. Tra le tracce più veloci e ritmiche, la mia predilizione va a My Car e Skip. L’album si conclude con una ballad, con solo chitarre acustiche e cori e controcanti che fanno effetto. Sono appena passati due anni da quando questi ragazzi hanno deciso di far nascere il loro progetto musicale, ma in così poco tempo sono riusciti ad attirare l’attenzione della EnZone Records che ha prodotto “Nasty Affair”. E’ un esordio più che buono e che fa sperare in un futuro sempre migliore.

Voto recensore
7
Etichetta: EnZone Records

Anno: 2010

Tracklist:

01. Cigarette

02. Staring At The Kitchen

03. The Lamb

04. My Car

05. Back One Step

06. Nasty Affair

07. Skip

08. Transplant Of Life

09. For A Tie

10. “8”


Sito Web: http://www.myspace.com/carrickita

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