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Myrkur – Recensione: Mausoleum

A quanto pare la Relapse Records punta molto sul progetto Myrkur, one woman band della cantante e modella danese Amalie Bruun (che ricordiamo, è anche la vocalist del gruppo pop americano Ex Cops), tanto che dopo appena uno studio album, il discreto ma di certo non eccelso “M” (2015), è già tempo di live.

“Mausoleum” fotografa la performance tenuta da Amalie al Emanuel Vigeland Mausoleum di Oslo, accompagnata dal Norwegian Girls Choir. Lo show rivisita alcuni brani estratti da “M” e dal precedente Ep omonimo più l’inedito “Den Lille Piges Død” e la cover dei Bathory “Song To Hall Up High” in una chiave particolare, ovvero il cantato a cappella dove solo di rado intervengono gli strumenti acustici, focalizzando il tutto sulle doti vocali della protagonista.

Tali doti, certo di ottimo livello, sono poi valorizzate dall’acustica offerta dal Mausoleo, con effetti di eco e riverbero che ben accompagnano la natura dei pezzi. Comne dicevamo, solo di rado intervengono gli altri strumenti, lasciando più spazio alla chitarra acustica e al piano, che restano comuque una semplice appendice al canto della bella Amalie e del coro. Inutile dire che di black metal (perchè i Myrkur rimangono pur sempre legati a questo bacino), qui non vi è traccia.

I lati positivi sono già finiti purtroppo, perchè inevitabilmente “Mausoleum” ricalca la qualità media delle release dei Myrkur, una band che propone alcune idee interessanti ma che deve ancora crescere parecchio. I brani trasportati in questa chiave poi rischiano di annoiare, complice una semplificazione delle strutture e la totale assenza di variazioni. In definitiva “Mausoleum” è soltanto uno spettacolo di bel canto che potrà interessare unicamente ai fans della band (ma quanti ce ne saranno?).

Non vogliamo certo discutere le doti artistiche della sirena danese, che restano su ottimi livelli, semplicemente ci interroghiamo sull’effettiva utilità di questa uscita che sfrutta il poco e non particolarmente competitivo materiale di una band in crescita ma consapevole di come l’immagine della deliziosa Amalie sia al momento l’unica carta da giocare.

 

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