Mutiny Within – Recensione: Origins

Un po’ a sorpresa, viste le scarse notizie che hanno accompagnato le lavorazioni su questo “Origins” i Mutiny Within riescono a tornare sul mercato con un lavoro importantissimo per la propria carriera; infatti dopo un debutto eponimo ultra promettente ed un secondo lavoro (“Synchronicity”) che non aveva assolutamente soddisfatto le attese (per usare un eufemismo) i nostri erano chiamati alla classica prova del nove della terza pubblicazione.

Purtroppo, nonostante inizialmente non ci fosse nulla di programmato e soprattutto perché trattasi di autoproduzione, il risultato non è positivo, anzi l’insistenza eccessiva nel proporre parti tirate metalcore al limite del death (i blast beat di “Archetype Of Destruction” o “Secrets”) non aiuta alla buona riuscita del CD perché ci sembra che tali sonorità proprio non  appartengano a Chris Clancy e soci. 

Il suono della batteria è eccessivamente plastificato e innaturale mentre le chitarre dobbiamo riconoscere che sono ben prodotte; della preparazione tecnica degli americani abbiamo già tessuto lodi in passato e chiaramente questo delirio di “metalcore neoclassico” non si è involuto; purtroppo questa volta anche le parti melodiche non sono soddisfacenti come succede in “Silent Weapons”, di cui però segnaliamo il gustoso cammeo di Per Nilsson (Scar Symmetry, Zierler, Kaipa) o anche “Circles”.

É davvero un peccato che i Mutiny Within abbiano gettato alle ortiche il potenziale dignitoso che si era visto ormai sette anni orsono e che potrebbe rispuntare solo con un cambio stilistico più consono a dette capacità.

Voto recensore
5,5
Etichetta: Independent

Anno: 2017

Tracklist: 01. Origins 02. Archetype Of Destruction 03. Justify 04. Silent Weapons (feat. Per Nilsson) 05. Reasons (feat. Andy James) 06. Internal Dissension 07. Circles 08. Serenity (feat. Justin Hill) 09. Stay Forever 10. Secrets
Sito Web: https://www.mutiny-within.com/

1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. daniele

    Pienamente in disaccordo con la recensione appena letta! Non sarò un fan dei Mutiny ma,sicuramente mi sembra più un’evoluzione stilistica che una battuta d’arresto. Bisogna ascoltare sempre qualche volta in più prima di giudicare..

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