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AAVV – Recensione: MTM Rock Ballads – Volume 6

Sesto capitolo per la classica raccolta di ballad della MTM, perfetta per gli inguaribili romantici e occasionalmente veicolo per far emergere nomi altrimenti destinati a passare senza lasciare traccia, e ai quali viene qui data una sorta di "seconda possibilità". A dir la verità un discorso del genere vale, in quest’uscita, solo per gli Edge of Forever, unico fra i nomi minori a rimanere impresso grazie all’ottima ‘A Deep Emotion’: gli altri higlight di questo volume, infatti, portano le firme di artisti dallo status già (chi più chi meno) consolidato: Radioactive (‘This I Promise You’), il raffinato pop di Jay Miles (‘Grandpa’s Chair’), Silver (‘Wouldn’t You Agree’, che ha anche il merito di alzare il ritmo in una serie altrimenti ininterrotta di lenti pezzi strappalacrime). Discorso a parte lo meritano i redivivi Stryper, che con ‘Wait For You’ firmano uno degli episodi più riusciti del lotto, specialmente in un chorus sparato dritto verso il cielo. Per la palma del migliore in assoluto, però, bisogna attendere di arrivare all’ultimo pezzo: ‘Can’t Bring Me Down’ brilla per classe e per romanticismo, con il suo pop venato di pomp – una sola lettera di differenza in questo caso azzerata con gusto da Peo Petterson.

Discutibile la scelta di rappresentare i grandi Dare con la non trascendentale ‘Storm Wind’: ‘Beneath The Shining Water’, pur non essendo certo il capolavoro della band di Darren Wharton, ne possedeva pur sempre la caratteristica intensità emotiva, piuttosto rarefatta nel pezzo finito su questa compilation.

L’ultima segnalazione, tanto per chiudere il cerchio, spetta all’unico inedito "puro" della raccolta (i nuovi lavori di TNT e Radioactive sono in uscita in questi giorni): ‘I’ll Find My Way’, a firma Chris Antblad, è un buon pop/rock sulla scia dei Toto, in cui il musicista svedese dà prova di sapersi destreggiare in maniera decisamente convincente – ottimo, in particolare, il chorus.

Alla fine, quindi, quest’uscita è un’interessante vetrina, almeno per i due nomi citati: per il resto è una conferma della gerarchia di valori delle scene AOR e hard rock melodico. Più conferme che sorprese, e nessun capolavoro.

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