Mountain Tamer – Recensione: Mountain Tamer

L’etichetta genovese Argonauta Records si conferma attenta alle più interessanti realtà del panorama stoner/doom e derivati. Questa volta scopriamo i Mountain Tamer, un power trio di Santa Cruz devoto ai lidi psichedelici del genere e anch’esso inscrivibile nella cerchia dei rappresentanti di quella riscoperta del rock classico che continua a vivere un periodo di grande fermento.

“Mountain Tamer” è un album essenziale e desertico, non per questo privo di melodie ficcanti e gustose canzoni che odorano di cannabis. Suoni orgogliosamente analogici sin dall’opener “Mindburner”, un bel rock sporco e distorto pieno di loop e riverberi, eppure dotato di una melodia portante che preferisce intrigare l’ascoltatore piuttosto che stordirlo. Sale immediatamente sugli scudi la voce nasale e pungente di Andru (anche chitarrista) che interpreta il pezzo a gola rossa.

I Mountain Tamer danno comunque una maggiore importanza al suonato, lasciando i brani intrisi di passaggi psichedelici a base di loop e rumorismo, che spesso si mischiano a una chitarra graffiante e veloce per gli standard del genere, elemento a favore della personalità del gruppo. La bontà della sezione ritmica è data dall’utilizzo del basso pulsante e in prima linea di Dave Teget e della batteria potente ma dinamica di Casey Garcia, protagonisti in episodi di ottima fattura come “Vixen” e “Satans Waiting”. Le tracce citate sono lente e possiedono una nota di malinconia e mistero, ma entrambe ingrossano con l’arrivo della chitarra e viaggiano verso un finale ruvido e nervoso dove l’anima psichedelica ci catapulta in un vortice di suoni e colori.

“Pharosite” chiude l’album ed ha l’effetto di un trip. Dapprima lenta, si rende poi sibilante e inizia a pungere a partire dal bell’assolo di chitarra al centro. La batteria pachidermica ne scandisce la potenza, mentre la voce di Andru, come a volerci risvegliare oppure a invitarci a godere del suo effetto lisergico, grida a pieni polmoni. Album piacevole, divertente e pieno di buone idee, “Mountain Tamer” può segnare l’inizio di un percorso in ascesa per questi tre ragazzacci, paladini del ganja rock con testa e cuore. (Andrea Sacchi)


Primo CD per i Mountain Tamer, band formatasi nel 2010 in quel di Santa Cruz, California, composta da Andrew Hall (voce, chitarra, rumori molesti), Casey Garcia (batteria, voce) e Dave Teget (basso, voce): grazie ad Argonauta Records giunge fino a noi questa raccolta di otto brani di rock psichedelico pesante, oscuro quanto basta e con la giusta patina di sabbia del deserto che va a ricoprire le cromature di una macchina del tempo che dagli anni sessanta e settanta è arrivata ai giorni nostri.

Otto brani, come si diceva, aperti da “Mind Burner”, permeata da uno spirito jam, con giri ipnotici di chitarra che giocano sugli accenti ritmici e una voce uscita direttamente dai ’60s: la distorsione non è estrema, anzi, la relativa pulizia del suono tende a far apprezzare di più ogni equilibrio fra gli strumenti dell’organico. La voce è sempre nasale, a volte arcigna, e riesce a lanciarsi in dialoghi stile scat con la chitarra (la malata e ubriaca “Vixen”, un po’ grunge e un po’ stoner, e “Wolf In The Streets”, col suo ritmo suadente e la sezione ritmica ad aprire le danze).

“Knew” è un compendio degli effetti usati dai Mountain Tamer, fra fuzz, basso pulsante e chitarre ibridate quel tanto che basta da creare suoni diversi dalla canonica distorsione piena; più lisergica “Dunes Of The Mind”, fra i pezzi migliori del CD, con uno stridente giro di chitarra e nebbie tossiche, fra voci avvoglenti e cantilenanti, verso metà prende l’abbrivio e vive di accelerate progressive, come un tornado che arriva da lontano e si avvicina aumentando il proprio rumore.

L’accoppiata formata da “Sum People” e “Satan’s Waiting” riesce a mantenere alto il livello di obnubilamento, fra sentori di “desert sessions” e atmosfere dilatate, prima della conclusica “Pharosite” dove a un inizio di attesa fra chitarre e batteria con atmosfera quasi dark wave seguono giri dal gusto mediorientale che danno il “la” a un delirio di voci tirate, assoli e una deriva noise in chiusura.

Un esordio ben scritto e suonato, forse un po’ prolisso per i non avvezzi al genere: di certo consigliatissimo a tutti i fanatici del sound in bilico fra lo stoner, il grunge e la psichedelia più tirata, che non faticehranno a trovare in questo omonimo album dei Mountain Tamer una nuova colonna sonora in grado di accompagnare le esperienze psichedeliche da apertura della mente e della coscienza. (Fabio Meschiari)

mountain tamer

Voto recensore
7
Etichetta: Argonauta Records

Anno: 2016

Tracklist: 01. Mindburner 02. Knew 03. Dunes Of The Mind 04. Vixen 05. Wolf In The Streets 06. Sum People 07. Satans Waiting 08. Pharosite
Sito Web: http://mtntmr.com/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

Fabio Meschiari

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Musica e birra. Sempre. In spostamento perenne fra Asia e Italia, sempre ai concerti e con la birra in mano. Suonatore e suonato, sempre pronto per fare casino. Da Steven Wilson ai Carcass, dai Dream Theater ai Cradle of Filth, dai Cure ai Bad Religion. Il Meskio. Sono io.

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