Mötley Crüe – Recensione: Shout At The Devil (40th Anniversary)

Ebbene sì, correva l’anno 1983 quando il quartetto di Los Angeles irrompeva di prepotenza nella scena glam & heavy degli anni’80 con “Shout At The Devil”, considerato uno degli album più iconici della band e inserito da Rolling Stones fra i 100 migliori album heavy metal di tutti i tempi.

Di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia e tra overdosi, video xxx usciti a tradimento, cambi di cantanti, separazioni, reunion e divorzi vari, i Mötley Crüe non solo sono ancora qua, ma festeggiano questo importantissimo anniversario.

Mi sembra doveroso, per onestà intellettuale, informare i lettori che non sono in possesso dell’album in formato fisico, per cui non mi è possibile descrivere e dettagliare le chicche che mi aspetto essere contenute al suo interno.

L’edizione che celebra i 40 anni di questo capolavoro indiscusso, ancora così diffusamente ascoltato da chi ha vissuto quell’epoca d’oro ma anche da giovani e giovanissimi (ndr per esempio, chi sta scrivendo questo articolo ha la stessa annata di “Dr. Feelgood”), offre ai fan più accaniti e ai collezionisti un remaster, datato 2021, delle composizioni della prima edizione dell’album. A livello qualitativo non si può non notare una pulizia completa di tutte quelle imperfezioni, come per esempio la batteria un pochino “pastosa”, che forse hanno caratterizzato un po’ anche la versione originale delle composizione. I Mötley Crüe però non sono nuovi a queste riedizioni, infatti lo stesso “Shout At The Devil” era stato pubblicato in edizione speciale in occasione del suo ventennale. Ma se in quell’occasione i fan erano stati omaggiati con cinque bonus track, tra le quali svettavano i demo di “Shout At The Devil”, “Looks That Kill”, “Hotter Than Love” e “Too Youg To Fall In Love”, in quest’occasione vengono riproposti demo rimasterizzati delle precedenti bonus track, fatta eccezione per “Too You To Fall In Love”, con l’aggiunta, sempre con il medesimo criterio, di “Black Widow”.

Il prodotto in sé è una celebrazione di ciò che è stato, con un lavoro di suono e produzione decisamente più pulito e lineare, ma che di fatto nulla aggiunge alle precedenti stampe.

Ribadendo che non sono in possesso del cofanetto in formato fisico, siamo comunque di fronte a una pubblicazione-replica che va presa più come un oggetto da collezione, che come una pubblicazione che veramente celebra e ringrazia i fan.

Mi chiedo: ma per celebrare questi quarant’anni, perchè non si è scelto di inserire, per esempio, pezzi scartati? O registrazioni, anche con cut diversi, che ripropongono l’evoluzione delle melodie partendo dagli scheletri primordiali delle canzoni?

Etichetta: BMG

Anno: 2023

Tracklist: 01. In The Beginning (2021 - Remaster) 02. Shout At The Devil (2021 - Remaster) 03. Looks That Kill (2021 - Remaster) 04. Bastard (2021 - Remaster) 05. God Bless The Children Of The Beast (2021 - Remaster) 06. Helter Skelter (2021 - Remaster) 07. Red Hot (2021 - Remaster) 08. Too Young To Fall In Love (2021 - Remaster) 09. Knock 'Em Dead, Kid (2021 - Remaster) 10. The Seconds To Love (2021 - Remaster) 11. Danger (2021 - Remaster) 12. Black Widow (Demo) (2023 – Remaster) 13. Hotter Than Hell (Demo for Louder Than Hell) (2023 – Remaster) 14. Shout At The Devil (Demo) (2023 – Remaster) 15. Looks That Kill (Demo) (2023 – Remaster)
Sito Web: https://www.motley.com

francesca.carbone

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Scribacchina dal 2008 e da sempre schietta opinionista del mondo musicale. Dagli Iron Maiden ad Immanuel Casto il passo è breve, almeno per me.

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