Cephalic Carnage – Recensione: Misled By Certainty

Sempre più techno-death e “melodici”, ma sempre meno grind. I Cephalic Carnage proseguono nel percorso evolutivo che ormai abbiamo imparato a riconoscere, trasformandosi in quella che potrebbe essere definita una versione più complessa e multiforme di band come Soilent Green et similia. Suono sporco, accostabile allo sludge della band citata, ma una complicazione tecnico-strumentale sicuramente più vicina all’estremo death (basta ascoltare “Abraxas Of Filth” per fugare ogni dubbio). Si tratta di una miscela certamente personale ed estremamente efficace che raccoglie il meglio dei due stili, limitando al minimo la sozzura formale del crust-sludge e le tediosità dei troppo tecnicismi. Le canzoni possiedono infatti un’identità ben riconoscibile e tanta, tantissima, varietà, con rimandi anche al death classico di Morbid Angel (sentire l’incipit di “Raped By An Orb”) o al death-thrash dei Vader (“When I Arrive”, che termina poi con un assurdo coro da southern rock in acido) e pure al doom sudista dei Down. Tra aggressività, perizia strumentale e creatività compositiva i Cephalic Carnage ne hanno messa di carne al fuoco. Quanto basta per beccarsi un plauso sincero ed essere inseriti tra le uscite imperdibili dell’anno in campo estremo. Beautiful monster album!

Voto recensore
8
Etichetta: Relapse Records

Anno: 2010

Tracklist:

01. The Incorrigible Flame

02. Warbots A.M.

03. Abraxas of Filth

04. Pure Horses

05. Cordyceps Humanis

06. Raped by an Orb

07. P.G.A.D.

08. Dimensional Modulation Transmogra

09. Ohrwurm

10. When I Arrive

11. Power and Force

12. A King and a Thief

13. Repangaea

14.Aeyeuchg!


Sito Web: http://www.myspace.com/cephaliccarnage

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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