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Misfits: Live Report della data di Sesto San Giovanni (MI)

A quanto pare i Misfits amano il bel paese. Le calate italiche della band del New Jersey sono sempre più frequenti e ciò non può che fare piacere al numeroso pubblico accorso in questa piacevole serata di fine estate nella splendida location del Carroponte di Sesto San Giovanni, attrezzata area concerti alle porte di Milano.

Causa impegni lavorativi e un conseguente ritardo, perdiamo purtroppo l’esibizione degli opener Hat Trickers, un ensemble punk dal Giappone con un look che ricalca i drughi di Arancia Meccanica. Ascoltando una manciata di brani dal loro profilo MySpace (http://www.myspace.com/hattrickers) non possiamo fare altro che sottolinearne l’energia, per quanto la proposta sia devota nella sua totalità ai principali esponenti del punk britannico di fine anni ’70.

Il registro cambia nettamente con i Sir Reg, svedesi di nascita ma irlandesi nel cuore, una interessante band folk rock che ricorda da vicino i Flogging Molly e che propone, per l’appunto, una commistione tra un fresco heavy rock e la musica popolare, con una violinista sul palco a guadagnarsi tutte le attenzioni. Uno show davvero gradevole il loro, i brani sono molto curati nella forma e lasciano un clima divertito. Un po’ fuori contesto, questo sì, ma efficaci.

Una imponente introduzione di musica classica accoglie sul palco i tre eterni ragazzacci. Jerry Only e Dez Cadena si dispongono immediatamente ai lati del palco e vi rimarranno per tutta la durata del concerto, forti di una presenza molto solida. Circa settantacinque minuti di spettacolo per un totale di oltre trenta, forse quaranta canzoni eseguite. E’ uno show frenetico il loro, un teatro degli orrori che regala brividi di ogni tipo, sia quando il pubblico è annichilito dalle folli schegge punk à la “Teenegers From Mars”, sia nel momento in cui la band mostra la sua attitudine più rockeggiante e romantica, ad esempio in occasione della splendida “Descending Angel”. Per il resto gli anni passano, ma l’attitudine è sempre quella. A dimostrarlo ci sono tre signori di mezza età che non temono il confronto con il tempo e suonano con un’energia dalla quale l’audience si lascia coinvolgere completamente, anche quando uno scatenato supporter sale sul palco ed è ben accolto dai nostri. “Hey, non picchiate questo ragazzo – dice Jerry – lui è ok!” E se questo non è amare i propri fan…Il set tributa pressoché tutta la carriera del gruppo, dai classici fino ai brani più recenti, riservando il finale alla celeberrima e scatenata “Die, Die My Darling”. I Misfits sono stati un’enorme fonte di influenza per molte band a venire, anche all’interno del circuito metal e in questa serata hanno dimostrato una volta di più il loro valore. Signori dell’horror punk.

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