Cyberia – Recensione: Mindcontrol

I Cyberya vengono dalla Germania con il loro carico di riff dopo due mini apripista, il loro cantato inglese e la scuola dei Rammstein alle spalle. Ammorbidiscono il suono, utilizzano spesso i colori primari là dove gli altri utilizzano solo tonalità di grigio ed ammiccano al metallo,i Cyberya, almeno in alcuni suoni. Poi si vira di pop ‘Mindcontrol’, un disco che si pone sul crocevia di un tentativo di ingentilire i Ministry e l’altro di contagiare il metallo con tantissima elettronica. Divertirebbero se il cyber metallo fosse questo, ma tutto il disco ha una patina innocua difficile da mandare giù. Soprattutto se si è ancora in preda agli spasmi dovuti alla pochezza confusionaria della title track. Il resto del disco è ottimo per un aperitivo in locali un po’ alternativi, per un sottofondo da festa “alternativa” e francamnete in più di un’occasione anche divertente (‘Ministry Of T.E.C.H.’ e ‘ Rumours’ su tutte), ma trascurabile per tutti gli altri scopi.

Voto recensore
5
Etichetta: Breaker / Audioglobe

Anno: 2002

Tracklist: Tracklist: Minisrty Of T.E.C.H. / One Hundred Ways / Since I Loved You / Digital Heroes / Invisible / Addicted To Warfare / 2000 Years / Mindcrontrol / Born / Rumours / Bloodbrothers

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