Nikki Puppet – Recensione: Militant Mother

È passato poco più di un anno dal loro disco d’esordio, ‘Puppet On A String’, ed ecco che il quartetto tedesco dei Nikki Puppet torna alla carica con un disco per il quale l’aggettivo militaresco è decisamente appropriato.

Questo secondo album ha molti punti in comune con quello precedente, in particolare per quanto riguarda le influenze punk, che si mescolano a un sound moderno, aiutato in alcuni punti dal prezioso contributo delle campionature. Sotto questo aspetto, i brani più particolari sono ‘Lights Are Out’, con il suo inizio totalmente affidato al wah della chitarra, lasciato libero di fare assolutamente quello che vuole, e ‘Paltry’, dove sono abbinate ritmiche heavy e una base che sembra rubata a una tribute band dei Bee Gees. Il taglio militaresco è dato invece dai brani iniziali, particolarmente da ‘Lost In Time’, la cui cadenza si adatterebbe perfettamente a una parata in alta uniforme, e anche da ‘We Didn’t Start The Fire’, con un testo cantilenato e delirante scandito velocemente e senza un apparente filo logico. Nikki si conferma essere una buona cantante, che si sta costruendo una sua personalità, e salvo sorprese future, la band risulta solida e compatta come stile e come suoni. Una conferma, per chi ama le commistioni punk e rock di stile tipicamente europeo.

Etichetta: Armageddon Music/ Audioglobe

Anno: 2007

Tracklist:

01. Lost In Time
02. Militant Mother
03. We Didn’t Start The Fire
04. Open Up Your Mind
05. Worlds
06. Turning In Circles
07. If (You Can’t Have Me)
08. Lights Are Out
09. Paralized
10. Paltry
11. I Don’t Know


anna.minguzzi

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E' mancina e proviene da una famiglia a maggioranza di mancini. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi mai smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va al cinema, canta, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Adora i Dream Theater, anche se a volte ne parla male.

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