Mark Spiro – Recensione: Mighty Blue Ocean

Mark Spiro è tornato, e lo ha fatto con la classe che ha sempre contraddistinto la sua carriera, spesso vissuta all’ombra degli artisti per cui ha scritto pezzi memorabili, solo sporadicamente fatta di apparizioni in veste di cantante e musicista. Quello che forse ancora meno persone sanno è che tre anni fa a Spiro era stato diagnosticato un cancro. E lui, dopo aver vinto la sua personale lunga e durissima battaglia, vuole far conoscere agli altri la gioia di avercela fatta, trasmettendo al contempo un messaggio di speranza per chi si trova nella stessa situazione in cui si è trovato. A dimostrare di quanto sentita sia quest’esigenza, su ‘Mighty Blue Ocean’ si occupa non solo di scrivere tutti i pezzi, ma anche di cantare e suonare tutti gli strumenti. Ne viene fuori un’opera che è tanto musicalmente leggera quanto significcativamente intimista a livello di testi.

Solare e piena di speranza l’opener ‘Mighty Blue Ocean’, che musicalmente riporta alla mente il Bryan Adams più fresco. Nella successiva ‘Band Of Angels’ Spiro affronta in maniera diretta la storia della propria malattia, con versi che altrove potrebbero sembrare carichi di banalità, ma facendo riferimento al suo contesto personale non possono lasciare indifferenti. Dopo ‘Monster’ l’album assume una fisionomia piuttosto definita e poco varia, assestandosi su melodie pop/rock a dir la verità non sempre efficaci, sostenendosi più che altro sulla ritrovata presenza di Spiro. Anche la scelta di occuparsi di tutti gli strumenti, encomiabile e perfettamente comprensibile nell’ottica di espressione di un sentire strettamente personale, d’altra parte risulta in un’esecuzione che dal punto di vista musicale è solo diligente, mancando quello spessore che solo una band – o una perizia tecnica di un certo livello con tutti gli strumenti – puÚ garantire.

In definitiva, ‘Mighty Blue Ocean’ è uno di quegli album in cui il giudizio è imprescindibile dalla prospettiva da cui lo si affronta: limitandosi al lato meramente musicale, non si può che nutrire delle perplessità, per ritmi e melodie che si assomigliano l’una all’altra, per una navigazione che conduce ripetutamente alle acque del pop. Ma non è questo, probabilmente, il punto. Il punto è isolare il messaggio e le note di speranza all’interno di pezzi che ci restituiscono un grande artista. Bentornato!

Voto recensore
6
Etichetta: Atenzia/Frontiers

Anno: 2005

Tracklist: 01. Mighty Blue Ocean
02. Band Of Angels
03. Monster
04. When She Cries
05. Every Shade Of Green
06. The Beautiful One
07. Bits And Pieces
08. Being In Your World
09. Perfect Wave
10. My Velocity
11. The Life That I Live

giovanni.barbo

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Appassionato di cinema americano indipendente e narrativa americana postmoderna, tra un film dei fratelli Coen e un libro di D.F.Wallace ama perdersi nelle melodie zuccherose di AOR, pomp rock, WestCoast e dintorni. Con qualche gustosa divagazione.

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