Magic Kingdom – Recensione: Metallic Tragedy

Peccato…Già, è proprio un peccato, perché questo ‘Metallic Tragedy’, seconda fatica dei Magic Kingdom (band guidata dal virtuoso chitarrista Dushan Petrossi) avrebbe potuto essere un potenziale capolavoro e non solo un album discreto. Ma vediamo il perché. Innanzitutto cosa ci propongono i Magic Kingdom? Sostanzialmente un power metal veloce e compatto, sebbene “controllato” sempre da forti dosi di melodia, grazie ai ricami di tastiera neoclassici di Aymeric Ribot e agli assoli di chitarra malmsteeniani di Dushan. Ed eccolo qui il problema…Buona parte dei brani, benché siano a dir poco eccellenti per quanta riguarda le capacità dei singoli musicisti, sono talmente influenzati da quanto fatto negli anni passati dal caro, vecchio Yngwie da puzzare di deja vu lontano un miglio…Addirittura la stessa copertina del CD sembra fare il verso a ‘Trilogy’, non trovate? Ora…laddove la band abbandona lo stile del funambolico svedese, riesce a produrre canzoni davvero eccellenti, tanto che viene spontaneo chiedersi perché non evolvere lungo questa direzione. Stiamo parlando in particolare di ‘Flying Pyramids’ e ‘Master Of Madness’; il primo è dotato di linee melodiche cariche di pathos e che catturano fin dal primo ascolto, il secondo è invece un enfatico brano di speed/epic metal ben più debitore ai giganti dell’heavy teutonico. Entrambi i pezzi sono pregiati dall’eccellente prestazione vocale di Oliver Hartmann degli At Vance, la guest star dell’album. Un’altra traccia incredibile è poi la conclusiva ‘Metallic Tragedy’, una suite di oltre tredici minuti in cui non ci si annoia mai: qui la voce pulita del singer Max Leclerq è coadiuvata da una soprano, da un baritono, dagli screming e dalle growling vocals, mentre un groove epico e teatrale tesse lo scorrere della canzone. Si potrebbe azzardare che solo questo splendido episodio varrebbe l’acquisto dell’album…Comunque, accontentiamoci per ora di un ascolto soddisfacente, confidando nel fatto che i Magic Kingdom mostrino presto le reali (e grandiose!) capacità di cui sono dotati, senza limitarsi a scimmiottare un loro idolo.

Voto recensore
6
Etichetta: Limb Music / Self

Anno: 2004

Tracklist:

01.Tazira’s Magic Rite
02.Child Of The Nile
03.The Iron Mask
04.Flying Pyramids
05.Barabas
06.Master Of Madness
07.Black Magic Castle (Instrumental)
08.Another Sun
09.The Fight
10.Metallic Tragedy


andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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