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Metal Maniac Night: Live Report

La serata dei domenica 19 giugno accoglie in quel di Bresso una mini festival organizzato dalla Black Dahlia agency e dalla rivista Metal Maniac, che ci permette di ascoltare quattro gruppi di heavy metal legati al versante più tradizionale e coerente del genere di appartenenza.

Purtroppo il tempo è tiranno e si inizia presto, appena dopo le 21,00 con i milanesi Rapid Fire, che, forti della recente pubblicazione del debut CD ‘Scream’, investono lo scarso ma affezionato pubblico con le note di cinque canzoni tratte dal detto lavoro. .

Si inizia con la cover dei Loudness intitolata ‘Crazy Doctor’ per continuare con un pugno di song dall’impatto immediato che riescono a far breccia immediatamente. I pezzi che suscitano più clamore sono la veloce e potente ‘Fast Like The Fire’ e la catchy hard rocker ‘Wild Obsession’, che vanta un chorus invidiabile e diretto come una palla da cannone.

I musicisti svolgono egregiamente il loro copione istillando potenza ed intrattenimento, compreso il giovane batterista che suona nel gruppo da solo una settimana (e in effetti in alcuni cambi di tempo si nota questo particolare…)! Il gruppo guidato dall’egregio frontman Antonio si fa valere e mette a segno una performance vincente.

E’ quindi il turno degli “altrettanto milanesi” Silente, dediti anch’essi ad un tradizionale heavy metal che non disdegna melodie astruse e di più difficile assimilazione. Il singer Danny come sempre si impegna al massimo e sfoggia anche ottime doti di intrattenitore, interpretando al meglio brani veloci e potenti come ‘Way Of Silence’ e ‘Words Full Of Silence’. Purtroppo però il fonico evidentemente si è dimenticato di alzare i volumi della chitarra solista, che amaramente viene continuamente coperta; per questo motivo il sound dei nostri ne esce martoriato e non colpisce a dovere. Il brano più riuscito è senza dubbio il lento ‘Keep The Flame Alive’, che, non basandosi su ritimiche schicciasassi, permette di fuorviare agli evidenti problemi della resa sonora.

Pochi pezzi per i Silence ed è subito, nell’arco di cinque minuti, il turno dei bolognesi Rain.

I nostri sono dei veri veterani dell’hard’n’heavy (suonano sin dagli anni ’80) e l’amalgama della band permette che ogni show sia un ottimo spettacolo.

Nel frattempo purtroppo il numero degli spettatori rimane terribilmente basso ma i Rain sfoggiano personalità e professionalità a tutto spiano suonando come se di fronte a loro ci fossero un migliaio di paganti. Davvero impressionante risulta la voce poderosa del singer Tronco, che “spacca” brutalmente i padiglioni degli astanti con pezzi come le dirompenti ‘Headshaker’ e ‘Wings’ (tratte dall’ultimo studio album ‘Headshaker’, 2003) o ancora nel manifesto del genere musicale proposto dai nostri, ossia il pezzo intitolato ‘Heavy Metal’ (tratto da ‘Bigditch 4707’, 2000), come viene giustamente sottolineato dall’irrefrenabile Tronco.

Il resto dello show è uno spaccato di tutto rispetto di energia che vede come protagonista anche il chitarrista Amos, sempre in prima linea con assoli al fulmicotone e riffing abrasivo. Nel finale colpisce soprattutto l’esecuzione della zompettante ‘Only For The Rain Crew’, che coinvolge gli astanti e li convince a cantare con la band.

L’ultima parte della serata viene quindi dedicata al metallo dei Mesmerize, che hanno recentemente convinto con l’uscita di ‘Stainless’, ultimo album da studio.

Il concerto è impostato quindi come supporto promozionale al nuovo lavoro e vengono di questo proposti diversi pezzi, che, convincenti su CD, lo sono ancor di più on stage.

Peccato soltanto per l’assenza del violinista Vito Gatto, che avrebbe arricchito ulteriormente canzoni come la meravigliosa folk-metal ‘Windchaser’ o ‘Off The Beaten Path’ (title track del secondo CD). Comunque il quintetto colpisce a fondo con brani di puro acciaio fuso (suttolineato egregiamente dall’addobbato stage) come la maideniana ‘The burn’, la veloce ‘Princess Of The Wolves’ e i classici ‘Werewolf’ e Ragnarock’. Folco Orlandini, il singer, dopo aver smaltito i primi live dopo un po’ di inattività, sta raggiungendo le vette che tutti conosciamo e già in questa serata ci ha concesso di ascoltare alcuni acuti “strappaorecchie” che possono solo suscitare meraviglia e ammirazione verso questo stupendo interprete del metal tricolore. Anche il resto della band se la cava egregiamente e sfoggia una prestazione ottimale, soprattutto in funzione dei prossimi appuntamenti live (Agglutination festival e Venice Rock festival) che potranno far ulteriormente espandere la fama del monicker di questa fantastica realtà musicale.

Un plauso conclusivo agli organizzatori, che hanno allestito un’ottima serata di heavy metal che purtroppo non molti hanno voluto apprezzare. Probabilmente la concomitanza con tanti festival estivi ha pesato gravemente sulla riuscita, a livello di pubblico, di questa manifestazione, ma l’augurio è che si continui senza indugi su questa strada perché serate come queste sono estremamente ricche sia per gli ascoltatori che per i musicisti, che riescono a proporre il proprio repertorio nell’ambito di contenitori-evento più ficcanti. .

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