Thunderbolt: Metal Classico Dalla Norvegia – Intervista

Per prima cosa ti chiedo di illustrare ai nostri lettori il nuovo album, ‘Love And Destruction’. A mio avviso sembra rendere particolare omaggio al vecchio power metal americano, con riferimenti ai primi lavori di Queensryche e Fates Warning. Sei d’accordo?

“Sì, sono d’accordo. Frank (Johannessen, n.d.a.), il nostro chitarrista ritmico, è un grande fan dei Queensryche e si è occupato di una gran parte del missaggio dell’album. Non mi stupisce il fatto che abbia voluto dare alle canzoni un’impronta vicina al sound delle grandi band che hai nominato.”

Credi che sia giusto definire il vostro sound come “tecnico” ma non esattamente progressive?

“Sinceramente no, non è nostra intenzione apparire così. Ci sono band norvegesi come i Pagan’s Mind e i Circus Maximus che possono vantare un bagaglio esecutivo molto, molto migliore del nostro. Preferiamo che la nostra musica suoni un pizzico ruvida, soprattutto in sede live, per noi è cruciale il groove, non tanto la dimostrazione di saper suonare in modo elaborato, perché lo troviamo piuttosto noioso. No, non definirei i Thunderbolt né una band tecnica, né una band progressive.”

Una domanda che sorge spontanea…come mai una band di metal classico dalla Norvegia, una terra certamente più conosciuta per i gruppi black e di metal estremo?

“E’ molto semplice! Abbiamo pensato che sarebbe stato divertente suonare in una band come i Thunderbolt! Siamo un gruppo di ragazzi che ama il metal e il rock, la musica melodica ma anche energica, non la violenza, il satanismo o l’essere a tutti i costi controcorrente. A nessuno di noi piace il black metal e non ci è mai venuta l’idea di dedicarci a qualcosa di simile. Inoltre, se devo essere sincero penso che le black metal band qui in Norvegia siano davvero troppe e che molte suonino l’una uguale all’altra, è una cosa senza molto senso…Ci sono ottime persone anche in quella scena, in ogni caso.”

Ti va di presentarci i vari membri della band e il loro ruolo?

“Tony Johannessen canta, Morten Eriksen usa e abusa del suo basso, Marius Helleland e Frank Johannessen (non è parente di Tony) prendono a pugni la chitarra, in genere Marius si occupa della lead e Frank di quella ritmica. Vegard Waske, batterista e membro fondatore, ha lasciato la band di recente in termini amichevoli e in questo momento ci stiamo dedicando alle audizioni per un nuovo drummer.”

L’Italia vi conosce da poco tempo, in occasione del tour insieme a King Diamond. Che ricordi avete di quell’esperienza? Cosa ne pensate del pubblico italiano?

“Prima di tutto, il tour è stato divertentissimo. L’Italia ha senza dubbio il cibo migliore per un musicista on the road e un’ottima scena. Il pubblico ci ha ricevuti abbastanza bene, ma devo dire che è piuttosto controllato se lo paragoniamo ai veri folli dell’Est europeo, agli spagnoli e ai greci. L’audience in Italia, Francia e Germania è piuttosto simile, abbastanza tranquilla. Però ci siamo fatti degli ottimi amici da voi e le bellezze storiche e artistiche che abbiamo visto hanno reso il tuo paese una tappa memorabile per i Thunderbolt. L’Italia è l’Italia, l’amiamo e ci piacerebbe tornare appena possibile.”

Da un punto di vista lirico sembra che vi dedichiate ad un background che risponde pienamente ai crismi in voga negli anni ’80: sesso ed heavy metal! E’ così?

“E’ così, però non ci dimentichiamo mai di usare anche una certa dose di ironia. Il nostro è il punto di vista di un rocker in un mondo mainstream, un rocker che si sente orgoglioso perché non ha nulla da perdere né da dimostrare. Ad esempio ‘Sin, Sex And Spandex’ parla di una storia d’amore tra un metallaro e una donna di una classe sociale superiore, bella ed elegante, e di come questa relazione coinvolga tutti e due perché siamo tutti uguali senza vestiti addosso. Come vedi, nonostante l’ironia c’è anche un po’ di “sociale”, di realismo.”

Sono sicuro che molti vostri fan gradirebbero sapere come si chiama l’affascinante modella che posa sulla copertina del CD!

“Non ricordo esattamente il suo nome, non ero presente durante la sua photo session. Mi ricordo però che un tempo era fidanzata con il chitarrista degli Amulet, un’ottima band hardcore molto conosciuta in Norvegia. A proposito, il loro singer, Torgny Amdam, sarà ospite sul nostro prossimo album! Abbiamo tutti intenzione di farcela durante il party per la release, ah, ah, ah!”

Quali sono i progetti futuri dei Thunderbolt? Sono in previsione dei concerti o lavorerete su del nuovo materiale?

“Contiamo di fare entrambe le cose. Sono già state pianificate diverse date, tra cui un tour in Norvegia insieme al nostro vecchio amico Paul Di’Anno nel mese di Ottobre. Nel frattempo stiamo lavorando sulle nuove canzoni, noi non possiamo permetterci il lusso di stare per quattro anni con le braccia conserte come fanno altre band! Inoltre, sarà molto probabile che partiremo per un mini tour europeo nei primi mesi del 2007, ma sarà una questione puramente economica, perché vedi, le spese per spostarci le paghiamo di tasca nostra e non siamo esattamente miliardari. Comunque…non stupitevi se dovreste trovarci in un piccolo club vicino a casa vostra!”

Per noi di Metallus è tutto! Volete concludere con un messaggio per i nostri lettori?

“Grazie di cuore per il supporto che date alla band, vi amiamo alla follia e speriamo di rivedervi al più presto!”

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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