Messa – Recensione: Belfry

Interessante debut album per i Messa, gruppo italiano di recente formazione che riunisce quattro anime musicali con un background parecchio differente (dal garage rock al grindcore) , ma pronte a dar vita a questo progetto dalle tinte oscure tra doom metal, rock esoterico dal flavour seventies e sonorità sperimentali.

“Belfry” è un disco ricco di idee, dove le fonti di influenza sono ancora evidenti ma altrettanto lo è la volontà di elaborarle in una chiave di lettura personale. Ci sono richiami ad acts dell’ultima decade come i misteriosi Sabbath Assembly, ma anche a storici pionieri del calibro di Candlemass e primi Cathedral, citati nelle parti epiche e cadenzate del platter e addirittura a quelle soluzioni elettro/droniche tanto care ai Sunn O))).

Il disco poggia su dei suoni ruvidi e diluiti che ne risvegliano i tratti più vintage, mentre a salire sugli scudi sono la voce potente e interpretativa di Sara e l’estro delle chitarre di Alberto e di Mark Sade (anche bassista, dai dark rockers The Sade). Le dieci tracce che compongono l’album alternano canzoni vere e proprie a intermezzi o introduzioni d’ambiente dove la band evidenzia il suo interesse per l’elettronica e la sperimentazione. “Alba”, strumentale dai tratti noise, apre per “Babalon”, un pezzo dal feeling diabolicamente sabbathiano dove subito notiamo come Sara possieda una voce versatile, mentre il gruppo tesse una melodia portante assolutamente efficace.

“Hour Of The Wolf” è invece uno dei bravi più heavy, epico e dai ritmi sostenuti, mentre la successiva “Blood” chiama in causa i droni uniti a dei suoni molto sporchi e sludgy, a sollevare l’ammirazione della band verso i Sunn O))). Sara propone un tono più aggressivo mentre la canzone, plumbea, chiude inaspettatamente in un finale jazzato guidato da un sax notturno. Altri brani degni di menzione sono la successiva “Tomba”, strumentale dronica con venature di un certo rock psichedelico e “New Horns”, di nuovo un cadenzatone epico con una melodia centrale forse tra le più ariose del disco.

“Confess” chiude il lavoro con una ballad acustica dai toni nuovamente ruvidi e polverosi, a ricordare qualcosa dei Bathory del periodo vichingo. Un buon punto di partenza questo “Belfry”, i Messa hanno tante intuizioni positive e le stanno elaborando con personalità.

Messa Belfry

Voto recensore
7
Etichetta: Aural Music

Anno: 2016

Tracklist: 01. Alba 02. Babalon 03. Fårö 04. Hour Of The Wolf 05. Blood 06. Tomba 07. New Horns 08. Bell Tower 09. Outermost 10. Confess
Sito Web: https://www.facebook.com/MESSAproject

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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