Factory Of Dreams – Recensione: Melotronical

Non ho proprio digerito il nuovo disco dei Factory Of  Dreams. E dire che la cover elegantissima ed il booklet sontuoso mi avevano incuriosito fin da subito, ma, si sa, l’abito non fa il monaco, perché quello che conta è la musica e la proposta del duo portoghese proprio non convince. Si tratta di metal elettronico, con ampie divagazioni gotiche, soprattutto nelle vocals di Jessica Lehto, che  non riesce a coinvolgere.

Sono favorevole ai suoni moderni, così come alle sperimentazioni, ma l’abuso dei synth e l’ausilio di effetti, in questo caso, non arricchisce la musica contenuta in “Melotronical”. I pezzi sono davvero troppo slegati tra loro e gli intermezzi futuristici non fungono da arrangiamento, ma sono messi lì quasi per caso a riempire dei buchi. Come se non bastasse l’interpretazione operistica della frontgirl non fa altro che appesantire il disco, rendendo i Factory Of Dreams l’ennesimo gruppo soporifero ed utilissimo per le nostre notti insonni. L’ispirazione di partenza va ricercata negli Ayreon del maestro Lucassen, ma solo nell’intenzione, perché la resa sonora finale è distante da capolavori come “Into The Electric Castle”.  “Melotronical” è un disco che ha la leggerezza di un mattone, la fruizione di un libro di 2000 pagine, la fluidità di un film indipendente ungherese con i sottotitoli in turco, quindi anche i metallers più pazienti ed amanti del genere difficilmente si accosteranno a questa terza opera della band portoghese.

Difficile citare un brano che spicchi all’interno di questo lavoro piatto, così come sono trascurabili i tentativi di avvicinarsi al prog. Non disprezzabili, invece, gli interventi alla voce del polistrumentista Hugo Flores, davvero una piccola scossa all’interno di un mare di noia. Ed il tentativo di essere cervellotici nei testi (“Entern Nucleon”, “Protonic Stream” e “Subatomic Tears”, ma che titoli sono?) porta solo irritazioni, come le foglie delle ortiche.

Voto recensore
5
Etichetta: ProgRock

Anno: 2011

Tracklist:

1. Enter Nucleon 03:41

2. Melotronical 05:25

3. A Taste of Paradise 03:38

4. Protonic Stream 08:03

5. Into Oblivion 04:38

6. Obsessical 04:21

7. Back to Sleep 03:15

8. Whispering Eyes 04:16

9. Subatomic Tears 04:30

10. Dimension Crusher 04:23

11. Echoes from Earth 04:24

12. Something Calling me 03:36

13. Reprogramming 04:07


alessandro.battini

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E’ il sinfonico della compagnia. Dai Savatage ai Dimmu Borgir, passando per i Rhapsody, predilige tutto ciò che è arricchito da arrangiamenti sontuosi ed orchestrazioni boombastiche. Nato e cresciuto a pane e power degli anni ’90, si divide tra cronache calcistiche, come inviato del Corriere Dello Sport, qualità in azienda e la passione per la musica. Collezionista incallito di cd, dvd, fumetti, stivali, magliette dei concerti, exogini e cianfrusaglie di ogni tipo, trova anche il tempo per suonare in due band.

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  1. Faster

    Secondo me invece è un buon disco! Molto particolare ma non per questo inascoltabile!

    Reply

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