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Mastodon – Recensione: Medium Rarities

Tra le band Metal nate nel corso di questo primo ventennio del Terzo Millennio, i Mastodon sono senza ombra di dubbio quella di maggiore successo, in grado di ritagliarsi con dischi imprescindibili un proprio spazio nel cuore degli appassionati. Il quartetto di Atlanta, infatti, è riuscito nel corso degli anni a stupirci con la pubblicazione di album che – di volta in volta – ampliavano lo spettro emozionale delle composizioni proposte. In tal senso, basterebbe mettere a confronto la primissima prova sulla lunga distanza, quel “Remission” del 2002, con l’ultima raccolta di inediti, “Emperor of Sand” (2017) per rendersi conto di quanta strada abbiamo fatto Troy Sanders, Brann Dailor, Brent Hinds e Bill Kelliher.

Naturalmente, un’operazione del genere sarebbe riduttiva e non renderebbe giustizia alle tante sfaccettature che la proposta dei Nostri possiede: bisognerebbe soffermarsi su ognuno dei full-lenght per comprendere quanto questo progetto prenda spunto dall’ampia scena estrema e fonda il tutto con originalità, abilità tecnica e uno spiccato gusto per la melodia. Se vi avvicinate per la prima volta ai Mastodon, vi consigliamo vivamente di approcciare la discografia del combo georgiano prima di ascoltare la raccolta di rarità “Medium Rarities”, uscita lo scorso 11 settembre sotto l’egida di Reprise Records.

Scorrendo rapidamente la scaletta, vi accorgerete subito di come le sedici tracce propongano una serie di cover, brano tratti da colonne sonore, strumentali, qualche B-sides e pezzo dal vivo, unitamente al nuovo singolo “Fallen Torches”, che può vantare la collaborazione del grande Scott Kelly dei Neurosis. L’opener track gioca con l’alternanza degli umori: la strofa nervosa e ruvida lascia il posto a un ritornello accattivante e di immediata presa; la sezione centrale è evocativo e lascia intravedere lo zampino dell’ospite speciale. L’unione di questi singoli elementi produce un pezzo di grande impatto che farà felice qualsiasi amante del gruppo.

A questo punto, inizia un viaggio incredibile attraverso le pieghe di questi ultimi vent’anni: ognuno di questi brani ci permette di fare un excursus del percorso artistico dei Mastodon, mostrandoceli ora cattivi e arrabbiati (“Circle of Cysquatch” e “Crystall Skull” su tutte), ora progressive (la strumentale “Asleep in the Deep”), ora intenti a omaggiare i propri numi tutelare (la fedele “Orion” dei Metallica). In mezzo, tante dimostrazioni dell’incredibile abilità dei nostri, con impeccabili esecuzioni dal vivo, strumentali e altre chicche davvero gustose.

L’ascolto scorre via veloce, portandosi dietro i ricordi legati agli album da cui sono tratti i brani. Di fronte a tanta bellezza, però, la domanda nasce spontanea: chi sono oggi i Mastodon? Nel cambiare sempre il proprio vestito, non siamo riusciti a capire in che direzione adesso i Nostri si dirigeranno. In quest’ottica, resta ancora più inspiegabile la scelta di pubblicare questo “Medium Rarities”: una strategia per tenere in caldo il nome del gruppo o la chiusura di un ciclo che apre a nuovi orizzonti? Non ci è ancora dato sapere. L’unico consiglio è quello di salire a bordo e lasciarvi guidare in un tour attraverso le potenti ed evocative note dei Mastodon.   

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