Flametal – Recensione: Master Of The Aire

Poveri gruppi estremi, ormai non sanno più cosa inventarsi! In un mondo in cui è tutto un contaminare il caro, vecchio metallo con ritrovati sinfonici, progressivi, elettronici (a volte con risultati apprezzabili sul versante artistico, altre con l’unico intento di allungare il brodo), i nostri amici Flametal mostrano per lo meno un pizzico di originalità e combinano uno speed influenzato dalla Bay Area a intriganti parti di flamenco (lo suggerisce il nome stesso, no?).

Una formula tutto sommato divertente, considerando che questo ensemble, seppure recente, non annovera affatto dei pivellini tra le proprie fila (è della partita anche Uriah Duffy, in forza presso tali Whitesnake…) e tutti i musicisti che lo compongono arrivano da panorami musicali disparati, dal metal al blues, dal country all’hard rock.

Fatto sta che l’alchimia della band funziona solo fino a un certo punto: le parentesi di flamenco sono calde e danno al tutto un tocco di sano folklore, ma quelle thrash, oltre che pesantemente derivative non vanno da nessuna parte tra ripetizioni, un’interpretazione vocale inadatta e una fantasia esecutiva che non supera il buon mestiere.

Dopo un ascolto si sorride e si approva l’idea, dopo un secondo ci si annoia. Una release simpatica se assunta a piccole dosi, ma decisamente non fondamentale.

Voto recensore
5
Etichetta: Powerslave Records

Anno: 2008

Tracklist: 01.Master Of The Aire
02.Seguriyas
03.Strange Rails
04.Nightwalkers
05.The Curse
06.Istvan
07.La Cuenta
08.Left Hemisphere
09.Peteneras
10.The Swarm
11.M.O.T.A. Reprise
Sito Web: http://www.myspace.com/flametal

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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