Gamma Ray – Recensione: Master Of Confusion

In attesa dell’undicesimo album da studio dei Gama Ray ecco che Kay Hansen e compagni ci propongono un lungo EP per ingannare l’attesa e farci assaporare un poco quel che sarà il successore dell’acclamato “To The Metal!”

“Master Of Confusion” propone prima di tutto due song nuove di zecca che ci danno un’idea di quel che sarà il futuro prossimo per i tedeschi. Va detto che entrambe le song sono robusti pezzi di metallo, quadrati ma allo stesso molto dinamici e coinvolgenti. “Empire Of The Undead” è decisamente più arrembante; qui le chitare di Hansen e Richter riprendono (come negli ultimi anni spesso accade) lo stile dei Judas Priest, compresi due ottimi assoli azzeccatissimi. In ogni caso la potenza del pezzo è davvero riuscito e fa diventare protagonisti anche le veloci linee ritmiche di Zimmerman alla batteria e Dirk Schlachter al basso.

La seconda new song è la title-track dell’EP e si presenta come il classico pezzo dei Gama Ray: intense melodie ricamate dalle chitarre, voce di Hansen sugli scudi grazie a refrain irresistibile e ancora una linea ritmica sempre incalzante. Il brano si fa apprezzare anche per la vena ironica del testo che descrive un po’ la vita “piena di confusione” del musicista… probabilmente lo stesso Kai.

La seconda parte dell’EP è costituita da due cover; la prima è “Death Or Glory” degli oscuri Holocaust, band degli anni ’80. La versione dei Gamma Ray riprende l’originale con un tocco decisamente più moderno e gli dona la giusta consacrazione. Ottimo, in questo brano, il piglio più cupo della band, a partire da Kai Hansen alla voce.

La seconda cover è “Lost Angels” degli Sweet e qui i tedeschi sfoggiano tutta la loro abilità nel rivedere un classico di una band storica che iniziò la sua attività alla fine degli anni ’60.

Nella Gamma Ray version le linee vocali e i cori vengono rielaborati egregiamente e ci fanno apprezzare Hansen come cantante; ottima anche la rivisitazione delle melodie che diventano moderne senza perderne l’anima antica.

Il resto dell’EP è composto da sei brani live che fanno parte del recente “Skeletons & Majesties”, ma che non rientrano nella versione CD.

I pezzi sono registrati a Bochum e ci ricordano come i Gama Ray siano eccelsi musicisti sia in studio che in concerto.

Fra questi brani ne abbiamo alcuni dell’epoca di Scheepers alla voce che non fanno affatto sfigurare Hansen alla voce; parliamo di “Gamma Ray” e soprattutto della più elaborata “The Spirit”. Convincenti sono anche le altre song, a partire dalla versione più tosta di “Wings Of Destiny” (Da “Powerplant”) per concludere con la lunga “Insurrection” (da “Land Of The Free II”). Sottolineiamo che in questi pezzi live abbiamo modo di apprezzare anche Ehré alla batteria, nuova e potenta macchina di potenza e dinamismo che non fa rimpiangere il bravissimo Zimmermann.

Aggiungiamo infine che nell’edizione giapponese della release è presente anche, in versione live, “Sag Mir Bescheid”, ossia “Send Me A Sign” cantata in tedesco.

Chiudiamo la recensione sottolineando come i Gamma Ray siano oggi, a fronte di queste nuove composizioni, delle cover proposte e della resa live, una band in stato di grazia che saprà colpire a fondo con il prossimo studio album.

Voto recensore
7,5
Etichetta: earMusic

Anno: 2013

Tracklist:

01. Empire Of The Undead
02. Master Of Confusion
03. Death Or Glory (Holocaust Cover)
04. Lost Angels (Sweet Cover)
05. The Spirit (Live In Bochum)
06. Wings Of Destiny (Live In Bochum)
07. Gamma Ray (Live In Bochum)
08. Farewell (Live In Bochum)
09. Time To Break Free (Live In Bochum)
10. Insurrection (Live In Bochum)

 


Sito Web: http://www.gammaray.org/

leonardo.cammi

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Bibliotecario appassionato a tutto il metal (e molto altro) con particolare attenzione per l’epic, il classic, il power, il folk, l’hard rock, l’AOR il black sinfonico e tutto il christian metal. Formato come storico medievalista adora la saggistica storica, i classici e la letteratura fantasy. In Metallus dal 2001.

2 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. Manuel

    In effetti questo EP merita; dopo il pessimo To The Metal, qua le premesse per un ottimo ritorno ci sono tutte. Purtroppo devo dire che dal vivo si sono fatti asfaltare dagli Helloween nell’ ultimo tour…

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  2. Cristian Maccioni

    SPERO CHE IL NUOVO ALBUM SIA UN P0′ PIU’ CONVINCENTE DEI PRECEDENTI

    Reply

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