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Goad – Recensione: Masquerade

Creatura misteriosa quella dei Goad, band fiorentina che, attraverso innumerevoli peripezie, compresi cambi di line up e pseudo agenti desiderosi solo di piazzare un proprio congiunto all’interno del gruppo, vanta comunque una longevità di tutto rispetto (il primo nucleo risale infatti al 1974) e ci presenta, più che una serie di musicisti, degli artisti a tutto tondo. Molti album di questo gruppo si ispirano dichiaratamente a mostri sacri della letteratura, in particolare Poe, Lovercraft e Lee Masters, e in diverse occasioni le loro musiche sono state utilizzate come colonna sonora per opere cinematografiche, teatrali e documentari storici.

Questa premessa per dire che la band, manifestata soprattutto nel suo fondatore Maurilio Rossi, gode di una stima profonda  da parte degli esperti di settore e che “Masquerade” (che è stato pubblicato anche in doppio vinile) è un lavoro difficile da catalogare e ricco di spunti. Lo si può ascoltare prestando maggiore attenzione alle musiche, che oscillano di continuo fra un progressive classico, ispirato da Genesis, King Crimson e Pink Floyd, e sonorità più vicine a un dark atmosferico emozionante. Fiati di vario genere, violini, tastiera e chitarre costruiscono intrecci sonori sempre diversi fra loro, dimostrando la cura meticolosa con cui ogni pezzo è stato finemente cesellato. Chi invece volesse approfondire l’esame dei testi troverebbe importanti riferimenti alla letteratura, veri e propri racconti, descrizione di sogni, che conferiscono all’opera una profondità impagabile. Il momento culminante è la title track finale, suddivisa in cinque movimenti; il finale tra l’altro rimane un po’ in sospeso, come se ci fosse ancora qualche dettaglio da aggiungere. Tra frammenti sonori e costruzioni più complesse, “Masquerade” è un lavoro da ascoltare senza pregiudizi e con molta attenzione, che ci catapulta in un mondo onirico, fiabesco e leggermente inquietante; un po’ come accade quando guardiamo un film di Tim Burton, e come tale, assolutamente da non perdere.

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