Goad – Recensione: Masquerade

Creatura misteriosa quella dei Goad, band fiorentina che, attraverso innumerevoli peripezie, compresi cambi di line up e pseudo agenti desiderosi solo di piazzare un proprio congiunto all’interno del gruppo, vanta comunque una longevità di tutto rispetto (il primo nucleo risale infatti al 1974) e ci presenta, più che una serie di musicisti, degli artisti a tutto tondo. Molti album di questo gruppo si ispirano dichiaratamente a mostri sacri della letteratura, in particolare Poe, Lovercraft e Lee Masters, e in diverse occasioni le loro musiche sono state utilizzate come colonna sonora per opere cinematografiche, teatrali e documentari storici.

Questa premessa per dire che la band, manifestata soprattutto nel suo fondatore Maurilio Rossi, gode di una stima profonda  da parte degli esperti di settore e che “Masquerade” (che è stato pubblicato anche in doppio vinile) è un lavoro difficile da catalogare e ricco di spunti. Lo si può ascoltare prestando maggiore attenzione alle musiche, che oscillano di continuo fra un progressive classico, ispirato da Genesis, King Crimson e Pink Floyd, e sonorità più vicine a un dark atmosferico emozionante. Fiati di vario genere, violini, tastiera e chitarre costruiscono intrecci sonori sempre diversi fra loro, dimostrando la cura meticolosa con cui ogni pezzo è stato finemente cesellato. Chi invece volesse approfondire l’esame dei testi troverebbe importanti riferimenti alla letteratura, veri e propri racconti, descrizione di sogni, che conferiscono all’opera una profondità impagabile. Il momento culminante è la title track finale, suddivisa in cinque movimenti; il finale tra l’altro rimane un po’ in sospeso, come se ci fosse ancora qualche dettaglio da aggiungere. Tra frammenti sonori e costruzioni più complesse, “Masquerade” è un lavoro da ascoltare senza pregiudizi e con molta attenzione, che ci catapulta in un mondo onirico, fiabesco e leggermente inquietante; un po’ come accade quando guardiamo un film di Tim Burton, e come tale, assolutamente da non perdere.

Voto recensore
8
Etichetta: Black Widow

Anno: 2011

Tracklist:

1. Fever Called Living
2. Eldorado Pt. I
3. Eldorado Pt. II (Heavy Run)
4. Last Knowledge Pt. I
5. Last Knowledge Pt. II
6. The Judge
7. Valley Of Unrest
8. To Helen Pt. I
9. To Helen Pt. II
10. Alone
11. Masquerade (Fast & Short)
12. Intro (classic guitar prelude)
13. Slave Of The Holy Mountain
14. Dreamland
15. The Haunted Palace

16. Masquerade (With Dance Macabre)
-  Part I (The Dream)
-  Part II (Incubus)
-  Part III (Disturbance)
-  Part IV (Sunrise)
-  Part V (Finale)


Sito Web: http://www.goad.it/

anna.minguzzi

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E' mancina e proviene da una famiglia a maggioranza di mancini. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi mai smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va al cinema, canta, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Adora i Dream Theater, anche se a volte ne parla male.

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