Mandrake – Recensione: Mary Celeste

Con una copertina che sembra più che altro un’immagine tratta da un film di pirati, i tedeschi Mandrake si ripresentano al pubblico (questo è il loro quarto album) proponendo in disco di un discreto gothic metal con voce femminile, genere inflazionato perlomeno in Europa, ma che a quanto sembra ha ancora qualcosa da dire al pubblico che gli è affezionato. Per quanto “Mary Celeste” sia un album caratterizzato da una buona produzione e da buone doti tecniche sia dei musicisti che della cantante Birgit Lau, non si riesce a discostarsi da un giudizio di sufficienza, semplicemente perché è tutto troppo ovvio. I ritmi dei singoli brani, a parte forse “Solace”, si assomigliano troppo fra di loro, oscillando fra riff di media velocità e di scarso spessore, dove le chitarre cercano di riprodurre ritmi e atmosfere di gruppi come i The Gathering e dove nemmeno la presenza di una seconda voce maschile, che in “Borrowed Life” azzarda addirittura il growl, riesce a togliere quella spiacevole sensazione di già sentito che aleggia un po’ ovunque. Ci si emoziona parzialmente all’ascolto di “Paralyzed”, malinconica melodia di piano che guida la voce di Birgit attraverso territori oscuri, che di nuovo richiamano alla mente i The Gathering di “Shrink”, ma che non ottiene lo stesso effetto e anzi scade un po’ nel banale. Anche “Masquerade” suscita interesse per il suo andamento vocale, che sembra una filastrocca in chiave heavy, soprattutto se posta a confronto con la successiva “Sweet Desolation”, nella quale invece compaiono solo strumenti acustici. Tutto questo però è ancora troppo poco per poter dire che i Mandrake siano riusciti a sollevarsi dalle modalità tipiche del genere per costruirsi una propria personalità; restano alcuni spunti piacevoli, ma niente di tutto quello che fa ricordare un disco.

Voto recensore
6
Etichetta: Greyfall / Audioglobe

Anno: 2008

Tracklist:

1- Mary Celeste
2- Crystals Of Forgiveness
3- Fragile
4- Forgiven
5- Adore
6- Masquerade
7- Sweet Desolation
8- Moments (Touched By Time)
9- Breathe
10- Solace
11- Life’s Last Shore
12- Borrowed Life
13- Paralyzed


anna.minguzzi

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E' mancina e proviene da una famiglia a maggioranza di mancini. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi mai smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va al cinema, canta, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Adora i Dream Theater, anche se a volte ne parla male.

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