Tenebre – Recensione: Mark Ov The Beast

L’aura doom che irradia ‘Mark Of The Beast’ è inequivocabile, anche dove le spruzzate elettroniche fanno capolino. Il terzo capitolo dei Tenebre è questo, nulla di più e nulla di meno. Purtroppo una certa stanchezza pervade le canzoni, trascinandole spesso moncordi per l’intero lavoro, lasciando pochi sprazzi sporadici di interesse (su tutte ‘Tombola Voodoo Master’ con Steve Sylvester come ospite) annegando in un monolito a tratti troppo simile a se stesso. Un vero peccato, in quanto gli svedesi ci sanno fare, realizzano un lavoro formalmente interessante e privo di approssimazioni. Questa volta sono le canzoni che non stanno in piedi a lungo e si perdono all’interno del disco, anche se ‘;Come To Season’ e ‘Thy Darkness Come’ sono canzoni che possono lasciare il segno, cancellato però dal resto di ‘Mark Of The Beast’, insipido e decisamente poco attraente. Occasione mancata?

Voto recensore
4
Etichetta: Regain / Self

Anno: 2001

Tracklist: Harvester Of Souls / Tombola Voodoo Master / Mark Ov The Beast / I Am Your Ritual / God Speaks In Tongues / Putana Satana / Gone With The Wind / The Undertaker / Come To Season / Thy Darkness Come / Aligniment

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